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Brexit, cosa accade ora?

Ora che la Brexit è realtà tutti si chiedono cosa succederà, nessuno può festeggiare

La Gran Bretagna ha votato per la Brexit, cosa succede ora? Niente nell’immediato per quanto concerne i cittadini europei che vivono in Gran Bretagna e i cittadini britannici che vivono in Europa ma per quanto riguarda il campo economico le conseguenze saranno molto più veloci, già oggi la sterlina è crollata ovunque e i mercati mondiali hanno subito uno sconquasso che ricorderemo per molto tempo.


David Cameron si è già dimesso da primo ministro in modo che qualcun altro guidi le negoziazioni con l’UE. Il governatore della Bank of England e la BCE hanno dichiarato che forniranno liquidità per tamponare la crisi ma per ora non è uscito un penny da entrambe le banche.


L’UK non è automaticamente fuori dall’UE. Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, ha dichiarato che le leggi europee continueranno ad essere applicate in UK fino al momento in cui sarà formalizzata l’uscita, non ci sarà un momento di vuoto normativo. Le leggi del mercato unico e della libera circolazione rimarranno in vigore, quindi, ma le aziende e le istituzioni pubbliche inizieranno a regolarsi di conseguenza per cui la ricaduta reale sull’economi avverrà molto prima rispetto a quella normativa.


L’articolo 50 del Trattato di Lisbona prevede che ogni paese che decide di lasciare l’UE deve prima notificare la sua intenzione e successivamente avrà a disposizione 2 anni per negoziare le nuove relazioni bilaterali. Le dimissioni di Cameron faranno guadagnare tempo alla Gran Bretagna dato che fino a quando non ci sarà un primo ministro non ci sarà una notifica a Bruxelles. Si parla di tre mesi.


I britannici cercheranno di concludere il miglior accordo possibile, cercando di mantenere l’accesso al mercato unico pur non dovendo sottostare alle regolamentazioni di Bruxelles. L’UE non lo permetterà in nessun modo che questo accada. Se foste in un club offrireste condizioni migliori a quelli che non vi appartengono o se qualcuno tentasse di farvi fallire e immediatamente dopo chiedesse un favore cosa rispondereste?
La corrente di pensiero che va per la maggiore in queste ore nelle capitali europee è che sarà necessario fare della Gran Bretagna un esempio per tutti i movimenti anti-europeisti che stanno prendendo piede in europa.
D’altra parte anche l’Europa ha bisogno della Gran Bretagna, i produttori di automobili tedeschi, gli agricoltori francesi e molti altri hanno nel UK uno dei mercati principali.


Un altro dei problemi fondamentali che si troverà davanti la Gran Bretagna saranno le spinte indipendentiste di Irlanda del Nord e, soprattutto, Scozia. Il primo ministro scozzese, Nicola Sturgeon, ha detto che il risultato del voto è democraticamente inaccettabile per la Scozia, dove il remain ha vinto con un bulgaro 62%, e che un nuovo referendum per l’indipendenza è molto probabile.
Uno dei principali punti su cui la campagna anti-indipendentista scozzese aveva fatto affidamento era la difficolta dal punto di vista economico che la Scozia si sarebbe trovata davanti se fosse uscita dall’Eurozona e i lunghi tempi per una nuova domanda di re-immissione. L’Irlanda del Nord si trova in una posizione simile dato che l’Irlanda, il suo primo partner economico, è nell’EU è la Brexit creerà uno scompenso economico devastante a Belfast, con tanto di confini chiusi per i lavoratori dei due stati.

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