Erdogan

C’è stato davvero un golpe in Turchia, quindi?

Il golpe in Turchia è fallito a velocità record, le purghe stanno andando benissimo, invece

La prima regola di un colpo di stato di successo è catturare il capo di stato o, al massimo, ucciderlo. La seconda regola è immobilizzare tutte le forze militari che non fanno parte del golpe.
Queste due regole fondamentali per portare a termine un putsch pare che siano sfuggite ai colonnelli turchi. Dire che l’esercito turco dovrebbe essere un esperto in materia dato che sono lo stato NATO in cui ne sono stati portati a termine il numero maggiore (di gran lunga).


Il presidente e uomo forte della politica turca, Recep Tayyp Erdogan, è riuscito a parlare con i suoi sostenitori tramite una chiamata in FaceTime prima e attraverso una conferenza stampa tenuta presso l’aeroporto Ataturk di Istanbul. Una conferenza tenuta, ironicamente, sotto gli occhi di un ritratto di Mustafa Kemal Ataturk, il padre dei turchi di cui Erdogan ha cercato in tutti i modi di liberarsi dall’ingombrante eredità.


I sostenitori di Erdogan, tutti con i baffi e tutti uomini, lo hanno osannato e hanno inneggiato ad Allah al posto di scandire slogan patriottici.
Questa è stata sola la prima conseguenza del tentato golpe, la seconda è stato il supporto di tutti i leader mondiali, da Obama a Renzi, gli stessi leader che hanno criticato Erdogan e i suoi sforzi di distruggere la democrazia turca con arresti di giornalisti e oppositori e con riforme costituzionali di tipo autoritario hanno supportato Erdogan e la democrazia turca.


Erdogan e i suoi seguaci hanno subito accusato Fethullah Gulen, un imprenditore e religioso turco, prima grande amico e fautore della scalata dell’ex sindaco di Istanbul e poi suo nemico giurato auto-esiliatosi negli USA, di essere la mente diabolica dietro il colpo di stato e hanno subito chiesto l’estradizione agli USA, a brutto muso. Minacciando ripercussioni pesanti nel caso questa non venga concessa.


Il giorno dopo il tentato golpe sono stati arrestati 7543 persone tra cui 100 ufficiali di polizia, 6038 soldati, 755 tra giudici e pubblici ministeri e 650 civili.
Il numero che dà più da pensare è quello di giudici e pubblici ministeri: come è possibile che poche ore dopo il tentato colpo di stato ci fosse già una lista di migliaia di persone, non solo soldati che hanno partecipato attivamente al tentato golpe, da arrestare.


La voce che gira in Turchia parla di una stretta autoritaria imminente con liste di migliaia di persone da arrestare per poter attuare senza opposizione le riforme costituzionali necessarie per trasformare la repubblica parlamentare laica voluta da Ataturk in una repubblica presidenziale islamica.
La voce è uscita e le persone che sapevano o sospettavano di essere coinvolte negli arresti si sono ribellate e hanno tentato un golpe il fallimento del quale, però, ha dato l’opportunità a Erdogan di accelerare il processo.


La svolta autoritaria e isolazionista sembra ora inevitabile. Erdogan ha ribadito che verrà chiesta l’estradizione di Fethullah Gulen agli Stati Uniti con l’accusa di essere l’organizzatore del tentato golpe ma non ha intenzione di fornire prove. La pena di morte sembra sul punto di essere reintrodotta. Su questo punto il ministro degli Esteri europeo, Federica Mogherini, ha dichiarato che sarebbe la pietra tombale alla domanda di ingresso nell’UE da parte dei turchi.


L’opposizione ha supportato da subito il presidente eletto, e così hanno fatto le cancellerie mondiali.
Nonostante il supporto c’è voluto del tempo per sentire le prime dichiarazioni: è molto probabile che quasi tutti in occidente sperassero in una riuscita dal colpo di stato.
Comunque sia, nel bel mezzo del colpo di stato le forze fedeli a Erdogan avevano tagliato la corrente alla base di Incirlik, la base dell’aviazione usata dagli USA per far partire gli attacchi nei confronti di Daesh.
Come se non bastasse Erdogan ha annunciato che in piazza Taksim a Istanbul, il simbolo della laicità turca, verrà chiuso il museo di Ataturk, il grande fautore della laicità dello stato, e verranno aperti una moschea e alcune caserme.
La Turchia sembra lanciata a tutta velocità contro un muro e una guerra civile o un nuovo tentativo di golpe non stupirebbe nessuno.

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