Che cosa fu il genocidio armeno che Obama non riconosce

Sta facendo scalpore la decisione di Obama di non riconoscere il genocidio armeno del 1915 ma di preciso di cosa stiamo parlando?

Il genocidio armeno del 1915 sta ancora facendo discutere il mondo. Obama ha annunciato che non chiamerà il massacro di armeni da parte dei turchi del 1915 genocidio. Obama aveva promesso durante la campagna elettorale che avrebbe onorato la memoria del massacro armeno chiamandolo genocidio ma il Dipartimento di Stato e il Pentagono hanno fatto pressioni e hanno inibito il presidente.


Nel centesimo anniversario della strage gli Stati Uniti nella loro nota ufficiale si sono limitati a sostenere un pieno e franco riconoscimento dei fatti ma hanno evitato accuratamente di nominare la parola genocidio.
Accortezza che Papa Francesco non ha usato durante la messa tenuta in San Pietro per la ricorrenza: “La nostra umanità ha vissuto nel secolo scorso tre grandi tragedie inaudite: la prima, quella che generalmente viene considerata come il primo genocidio del Ventesimo secolo; essa ha colpito il vostro popolo armeno, prima nazione cristiana”. La reazione turca è stata durissima, l’ambasciatore per la Santa Sede è stato addirittura richiamato e questo in termini diplomatici è una delle reazioni più dure contemplate.


La Turchia sembrava essersi aperta al riconoscimento del massacro degli armeni dopo anni di negazionismo quando in occasione del novantanovesimo anniversario del genocidio Erdogan aveva fatto delle generiche scuse nei confronti delle persone di etnie e religioni diverse da quella turca che furono uccise in quelli che il Primo ministro chiamò “gli incidenti” del 1915


La pulizia etnica nei confronti degli armeni risiedenti nel territorio dell’Impero ottomano iniziò la notte del 24 aprile 1915.
I Giovani Turchi (Jon Turkler) erano un movimento nato a fine ‘800 nell’allora Impero ottomano che si ispirava alla Giovine Italia di Mazzini e che si proponeva di trasformava la Turchia in una monarchia costituzionale con un esercito moderno e potente. Altro obiettivo dell’organizzazione nazionalistica era di unire tutti i popoli turcofoni in una unica nazione che partiva dall’Egeo e che sarebbe dovuta arrivare al confine cinese.
Quando i giovani turchi presero il potere nel 1909 si proposero di raggiungere questo obiettivo e uno degli ostacoli che vi si frapponevano erano gli armeni. L’idea di uno Stato nazionale con un gruppo etnico praticamente omogeneo di stampo italiano era ostacolato dalle grandi comunità armene, greche e assire presenti sul territorio e tutte di religione cristiana.


L’Armenia era stata la prima nazione dove il cristianesimo era stato riconosciuto come religione di Stato nel 301. La Chiesa armena si racconta fu fondata da due apostoli di Gesù, Bartolomeo e Taddeo, e nel 301 San Gregorio riuscì a convertire re Tiridate III. Da allora la religione cristiana è rimasta intimamente connessa alla cultura armena, indipendentemente dalle dominazioni politiche che si susseguirono nella travagliata storia del piccolo paese.


I primi morti furono tuttavia lontani dall’Armenia, a Istanbul, dove nella notte del 24 aprile furono uccisi intellettuali e artisti armeni poi la pulizia etnica si spostò nei territori tradizionalmente abitati dalla popolazione armena. L’esercito turco uccideva gli uomini e deportava le donne e i bambini nel deserto siriano dove finirono praticamente tutti per morire di fame e sete. Non mancarono gli episodi atroci come i ferri di cavallo inchiodati ai piedi di alcuni bambini. Tutti i beni della gente armena furono sequestrati e finirono nelle mani di alcune famiglie turche. Gli armeni incolparono principalmente Mehmed Talat, l’allora ministro dell’interno, e lo soprannominarono l’Hitler turco.
Gli armeni chiamo questi fatti Medz Yeghern, il “Grande Male”. Un milione e mezzo di armeni morirono durante quel periodo buio.


La storiografia turca ha tentato di collocare l’incredibile numero di morti armeni all’interno della cornice della prima guerra mondiale e in Turchia usare la parola genocidio può portare a diversi anni di carcere. Curiosamente la parola genocidio è stata coniata da uno studioso polacco e ebreo del genocidio armeno per l’olocausto ma con in mente la tragedia armena. La definizione ufficiale dell’ONU recita “Gli atti commessi con l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso”.

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