Chi era B.B. King

La leggenda del blues è morta dopo una vita epica

Il re del Blues, B.B. King è morto nella sua casa di Las Vegas. Stava male da qualche mese e aveva dovuto interrompere il suo tour. B.B. King era in cura presso casa sua da inizio maggio dopo alcuni problemi di salute che lo avevano costretto a interrompere l’ennesimo tour di una carriera tra le più lunghe nella storia della musica. Il bluesman aveva 89 anni.


B.B. King è stato l’icona del Blues, almeno quanto Louis Armstrong lo è stato per Jazz. Come per Armstrong la fama di B.B. King sorpassava quella del genere musicale; non bisogna essere fan di Blues per conoscere King, è stato una star per sessant’anni.


B.B. King ha iniziato a suonare negli anni ’40 e fino al ’60 ha suonato esclusivamente davanti a un pubblico nero, nel “chitlin circuit” del sud degli Stati Uniti. King guadagnò fama internazionale con una lunga serie di hit R&B suonate con grandi band per etichette molto famose, come la ABC.
In questi pezzi portò la sua Lucille, la storica chitarra, a un nuovo livello di virtuosismo che fondeva gli stili di Charlie Chrisian, Django Reinhardt, Lonnie Johnson e T-Bone Walker.


B.B. King con il suo strano stile fu un esempio per moltissimi chitarristi diventati a loro volta leggende, come Eric Clapton. Negli anni ’60 registrò almeno 20 hit che gli fecero guadagnare fama internazionale.


Il vero nome di B.B. King era Riley B. King ed era nato vicino alla cittadina di Itta Bena, Mississipi in una piantagione di cotone. Comincio giovanissimo a lavorare nella piantagione in cui era nato e poi passo a essere conducente di trattori in un paese vicino. Si avvicinò alla musica cantando con il coro gospel di una chiesa battista e comprò la sua prima chitarra a 12 anni. Bukka white, il cugino, ex detenuto e ottimo musicista blues lo introdusse nell’ambiente e King iniziò a lavorare anche come musicista da giovanissimo.


Dopo un breve periodo in servizio per la Seconda guerra mondiale King tornò all’agricoltura ma, dopo aver distrutto un trattore scappò dalla piantagione verso Memphis con solo la sua chitarra è iniziò a vivere con White e a dedicarsi esclusivamente alla musica. Dopo qualche anno aveva guadagnato un fascia di 10 min su di una radio per neri. Qui prese il nome d’arte di “the Beale Street Blues Boy” poi accorciato a “Bee Bee” King e successivamente a B.B. King.


King iniziò ad entrare nei radar delle etichette blues ma i primi due dischi non fecero successo ma nel 1952 “3 O’Clock Blues” salì al primo posto nella classifica nazionale R&B e lì stette per più di un mese. Negli 11 anni successivi ebbe altri tre pezzi che arrivarono al primo posto e 28 brani che entrarono in classifica. King divenne famoso e cominciò a fare centinaia di date l’anno. B.B. King girava su di un bus personalizzato e trovava le date anche per strada.


Nel 1962 firmò un contratto con la ABC-Paramount e entrò nell’olimpo dei musicisti. Il suo pubblico rimase più che altro nero, almeno fino al 1967 quando iniziò a suonare davanti a un pubblico bianco. Nel ’69 apriva i concerti negli stadi dei Rolling Stones. Divenne una pop star. Vinse il primo dei suoi quindici Grammy. A 44 anni B.B. King era conosciuto in tutto il mondo.


Nell’87 era già nella Hall of Fame del rock ma la sua carriera non ha accennato ad arrestarsi. Nel 2000, a 75 anni, il singolo con il suo famosissimo allievo Eric Clapton “Riding with the King” arrivò al terzo posto in classifica e vendette più di 2 milioni di copie.


B.B. King continuò a fare 100/150 date l’anno fino in tarda età e suonò in 90 paesi diversi. Il Re si sposò due volte ma ebbe un numero imprecisato di figli, 8 sicuri ma forse il numero giusto è 15.

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