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Chi si oppone all’accordo UE-Turchia sull’immigrazione?

Almeno sei nazioni europee sono assai scettiche riguardo all’accordo tra UE e Turchia sull’immigrazione fortemente voluto dalla Merkel, chi?

L’accordo tra Turchia e UE sui migranti è stato “contrastato”, per usare un eufemismo, sin dall’inizio. La Turchia ha presentato richieste sempre più folli man mano che il negoziato procedeva. La cancelliera Merkel, lo vede come la sua unica ancora di salvezza e ha tentato di imporlo senza tante cerimonie agli altri stati europei.
L’accordo, però, così com’è è molto vicino all’essere irricevibile: 6 miliardi di euro, nessun visto per i cittadini turchi che viaggiano in UE, accelerazione della procedura di immissione nella UE e il posizionamento di un cittadino siriano in UE per ogni siriano rimandato in Turchia.
A guidare la rivolta contro l’accordo sono in particolar modo 6 stati:


Francia


Hollande è uno dei presidenti con minor supporto popolare in assoluto in UE. L’estrema destra del Front National sta guadagnando più terreno di quanto chiunque avrebbe mai immaginato e per questo Hollande e il suo governo stanno andando con i piedi di piombo sulla questione migranti. Ogni piano che prevede una redistribuzione di migranti tra le nazioni UE è stato accolto con freddo scetticismo. La Francia ha ripetuto a più riprese che non può gestire più di 30.000 immigrati.
La gestione francese del campo di Calais, inoltre, ha fatto nascere più di una protesta tra le organizzazioni non governative per i diritti umani.
Ironicamente la prima obiezione fatta dal governo francese all’accordo con la Turchia è la situazione dei diritti umani sotto il governo Erdogan.


Spagna


La Spagna è storicamente uno stato che ha avuto a che fare con l’immigrazione clandestina. Ceuta e Melilla, circondate da territorio marocchino erano prese d’assalto dai migranti. Il problema è stato risolto dopo un accordo con il Marocco. Prima di questo accordo gli spagnoli respingevano migranti senza dal loro la possibilità di richiedere asilo.
Rajoy prima si era detto possibilista sull’accordo poi ha cambiato radicalmente posizione quando il leader socialista Pedro Sanchez ha dichiarato che la richiesta è incompatibile con i valori europei anche Rajoy ha cambiato idea.


Austria


Gli austriaci non si sono opposti subito all’accordo ma la pressione da parte del partito di estrema destra Freiheitliche Partei Osterreichs, attualmente in testa nei sondaggi nazionali, ha portato il cancelliere Werner Faymann a dichiarare che la Turchia non condivide i valori europei. A preoccupare in particolar modo gli austriaci è la richiesta di libera circolazione dei cittadini turchi, minoranza numerosa in Austria, che potrebbe portare a una migrazione di massa considerando la politica sempre più autoritaria da parte di Erdogan.


Ungheria


Viktor Orban, il primo ministro, è uno dei principali oppositori della politica di equa allocazione degli immigrati e ha sempre lottato contro l’obbligatorietà chiesta da altri stati europei come l’Italia. Orban ha dichiarato che accogliere altri immigrati in Ungheria sarebbe come gettare benzina sul fuoco.


Bulgaria


La Bulgaria è uno stato di confine con la Turchia e se per ora i trafficanti preferiscono passare dall’Egeo e dalla Grecia una chiusura di quella via potrebbe spostare il traffico di migranti sul Mar Nero e di conseguenza sulle coste bulgare. I bulgari sottolineano che l’accordo parla solo della gestione dei migranti che arrivano sulle isole greche dell’Egeo e non parla di Mar Nero.


Cipro


Cipro è in lotta con i turchi dal 1974 quando l’esercito di Ankara occupò la parte nord dell’isola. Le relazioni tra i due stati sono pessime e la Turchia, addirittura, non riconosce Cipro. Lo stato insulare ha sempre usato il suo potere di veto per negoziare un accordo con la Turchia all’ONU e i negoziati sono in un punto cruciale; è altamente improbabile che i ciprioti tolgano il loro veto, e loro unico punto di pressione, in un momento così delicato.

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