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Chi sono veramente i curdi?

Questa popolazione è salita all’onore delle cronache per la lotta a Daesh ma in diverse parti del mondo sono visti in modo diverso

I turchi sembrano sempre più isolati sullo scacchiere mediorientale. Questo è il risultato della politica di Erdogan nei confronti di Assad. La Turchia, nemica giurata di Assad, sopporta e supporta anche i ribelli più estremi. Come se non bastasse ha molto difficoltoso l’accesso delle proprie basi, come quella di Incirlik, da parte degli aerei della coalizione.


Uno dei motivi principali del comportamento turco è la presenza dei curdi al di là del confine con la Siria così come dell’Iraq e la centralità dei curdi iracheni nel piano militare degli USA.


Parlare di curdi, comunque, non è così semplice. Innanzitutto i curdi sono divisi tra Turchia, Siria, Iraq e Iran ma le differenze non sono solo geografiche; gli obiettivi politici dei differenti gruppi curdi sono molto differenziati così come le relazioni coi governi degli stati in cui vivono.
Per alcuni i curdi sono terroristi, per altri sono alleati nella guerra a Daesh o ancora il più grande gruppo etnico senza uno stato al mondo.
I curdi sono un po’ di tutto questo.


In Turchia ci sono 14 milioni di curdi, alcuni sono ben integrati altri, la maggioranza, sono alienati dalla vita civile turca.
I curdi più religiosi sono una parte importante dell’elettorato dell’AKP, il partito di Erdogan. Poi esiste l’HDP di Selahattin Demirtas, il più liberale tra i partiti curdi che ha fatto un grande risultato alle scorse elezioni riuscendo a entrare in parlamento anche se l’AKP sostiene non sia molto diverso dal PKK, il partito curdo in guerra con lo stato da metà degli anni ’80.


Il PKK è una organizzazione terroristica. Il processo di pace tra il governo e i curdi è iniziato nel 2013 ma si è interrotto nel 2015 per colpa, probabilmente, di entrambi gli schieramenti. I turchi, così come gli iracheni, gli iraniani o i siriani hanno sempre combattuto il nazionalismo curdo pensando che avrebbe potuto portare a una frammentazione del loro stato.


Con l’instabilità dell’Iraq che ha poi portato alla nascita di Daesh i turchi erano preoccupati che i curdi iracheni riuscissero a stabilire uno stato nel nord dell’Iraq. Questo succederà, forse prima di quanto si pensi. Qualcosa però è cambiato, i turchi hanno fatto di necessità virtù e ora l’AKP è in buoni rapporti con il KDP di Barzani, il partito dei curdi iracheni. Il motivo è presto detto: il Curdistan iracheno si trova su una delle aree più ricche di petrolio dell’intero medio oriente e il porto turco di Ceyhan sembra la soluzione più probabile per la commercializzazione dell’oro nero curdo. Come se non bastasse il KRG, il governo regionale curdo, è nelle grazie degli USA e gli iracheni vogliono rimanerci.


Le relazioni tra Turchia e KRG sono peggiorate quando Daesh era arrivata a minacciare Erbil, la capitale del KRG, nell’agosto del 2014 e i turchi si rifiutarono di dare una mano. I turchi si tirarono indietro perché il KDP controlla direttamente solo un paio di provincie del KRG mentre le altre sono feudo del PUK. I due partiti sono sempre stati ai ferri corti, al punto dall’arrivare alla guerra civile a metà anni ’90 che uccise migliaia di curdi. Tuttora, nonostante la pace, il PUK non vuole che il KDP domini il mondo curdo.


Barzani, per ottenere il potere su tutto il mondo curdo si è accordato con Erdogan e questo era il motivo per cui ha fatto attendere oltre l’inverosimile un aiuto ai curdi siriani di Kobane, nemici di Ankara e vicini al PKK. Il PUK, dal canto suo ha deciso di allearsi con il PKK a sua volta alleato con il PYD, il partito curdo siriano, per mettere i bastoni tra le ruote a Barzani e al suo alleato Erdogan.


La cosa però diventa ancora più interessante. Il PYD si è reso molto utile nella lotta a Daesh e per questo motivo è entrato nelle grazie di Washington, che li considera essenziali e affidabili alleati peccato che per Washington il PKK sia una organizzazione terroristica. Quindi gli americani sono alleati con una organizzazione che è una diretta filiazione di una organizzazione che, formalmente, combattono per amicizia nei confronti dei turchi.
I turchi non sono felici della situazione.


I curdi siriani, nel frattempo stanno collaborando con i russi e i turchi si sono sentiti traditi sia da Washington che da Mosca.
La Turchia sembra voler mettere gli USA davanti ad un aut aut: o i curdi siriani o noi. Gli USA non possono scegliere. La situazione è più intricata di una telenovela sudamericana.

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