Chiudere le moschee clandestine è una buona idea?

Alfano ha annunciato la chiusura di centinaia di moschee clandestine ma questo aiuterà la lotta al terrorismo di matrice islamica?

In moltissime città italiane è normale vedere ad orari prestabiliti marciapiedi, parcheggi o garage riempirsi di uomini che stendono i propri tappeti a terra per pregare. Il motivo per cui succede questo è che i musulmani in Italia sono 1.6 milioni ma esistono pochissime moschee di cui solo 4 costruite dal principio per essere moschee. Esistono molti centri islamici con sale di preghiera ma non riescono a coprire il grande numero di fedeli presenti nel paese.


Per questo motivo gran parte dei fedeli musulmani presenti in Italia si arrangia con ritrovi di fortuna, spesso cantine o garage; per questo hanno fatto particolare scalpore le parole pronunciate dal ministro Alfano a Lecce: “Chiuderemo l luoghi abusivi e irregolari ma non per impedire il culto ma perché il culto avvenga in luoghi che siano in regola dal punto di vista di tutte le autorizzazioni previste dalle nostre leggi”.


La volontà delle chiusura delle moschee irregolari è arrivata dopo i risultati di uno studio commissionato da Alfano dopo gli attacchi di Parigi. In questo studio si sottolineava come le moschee irregolari siano un mondo opaco e a rischio sicurezza. Alfano, sempre a Lecce, ha puntualizzato che: “Ci sono molti musulmani moderati nelle moschee irregolari ma è anche dove è nato il fondamentalismo”. Alfano ha fatto riferimenti anche alle comunicazioni via internet, sottointendendo un controllo del web.
Izzedin Elzir, la guida dell’UCOII, la più grande organizzazione musulmana in Italia, vicina ai Fratelli musulmani ha sottolineato come tutti i luoghi di ritrovo non conosciuti continueranno a rimanere sconosciuti e anzi, si ingrandiranno se si deciderà di chiudere i luoghi non regolamentati ma conosciuti.
Elzir, parlando ai funerali di Valeria Solesin, la ricercatrice italiana uccisa al Bataclan ha incoraggiato gli Imam a parlare in italiano e ad aprire un dialogo con gli estremisti per convincerli di essere in errore. Elzir ha anche chiesto ai musulmani moderati di denunciare gli estremisti anche se sono membri della loro famiglia.


Il ministero dell’Interno ha stimato che in Italia sono presenti 1.613.000 musulmani, quasi tutti stranieri. In Italia l’islam è la seconda grande religione dopo il cattolicesimo. Più della metà dei musulmani vive a nord e il gruppo più grande (120.000 persone) vive a Milano.
L’Islam non è una religione riconosciuta in Italia nonostante culti con un numero inferiore di praticanti lo siano, come ad esempio il giudaismo e il buddismo.
La mancanza di un riconoscimento permette allo stato di controllare il numero di edifici religiosi che vengono costruiti ma impedisce alla seconda più grande comunità religiosa di integrarsi in modo completo.
Questa politica ha condotto alla nascita delle moschee irregolari e sicuramente contribuisce alla radicalizzazione dei soggetti che si sentono non accettati e contrastati nella loro fede. Alfano ha rincarato la dose promettendo un miliardo di Euro per migliorare la sicurezza, per l’assunzione di interpreti arabi e per la sorveglianza su internet. Siamo sicuri di aver trovato la soluzione all’Islam radicale?

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