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Ci sarà un cessate il fuoco in Siria?

Gli Stati Uniti e la Russia hanno annunciato di avere un piano per la cessazione delle ostilità in Siria che hanno causato almeno 250 mila morti dal 2011

Gli Stati Uniti e la Russia hanno annunciato un piano per la cessazione delle ostilità in Siria dopo cinque anni di guerra. Il conflitto è iniziato nel 2011 dopo che il presidente Bashar al-Assad ordinò all’esercito di aprire il fuoco contro dei manifestanti pacifici nella versione Siriana della Primavera Araba. Questa guerra ha causato circa 250.000 morti ed è la seconda più grande crisi umanitaria dalla seconda guerra mondiale.
Questo conflitto, oltretutto, ha dato vita a Daesh.


Un comunicato congiunto spiega che le parti hanno fino a mezzogiorno di venerdì per aderire all’accordo. I combattimenti e i bombardamenti si fermeranno a partire da sabato.
John Kerry, il Segretario di Stato americano, ha dichiarato che il cessate il fuoco non servirà solo a fermare le violenze ma anche a far arrivare generi di prima necessità e medicine alle aree sotto assedio e a facilitare la transizione verso un governo che si confaccia alle necessità del popolo siriano. Anche il presidente russo Putin ha dichiarato che il cessate il fuoco aiuterà a risolvere il conflitto.


L’annuncio arriva dopo settimane di trattative serrate tra le parti, da una parte gli Stati Uniti e una coalizione di 17 nazioni tra europei e arabi e dall’altra russi e iraniani. L’accordo è stato formalmente accettato dalle parti durante una chiamata tra Barak Obama e Vladimir Putin, i presidenti dei due stati che si sono fatti garanti della tregua.


La tregua stabilisce che tutte le forze leali al governo siriano devono interrompere gli attacchi contro le forze dell’opposizione che accettano l’accordo così come i bombardamenti russi e siriani si interromperanno. Le forze dell’opposizione si impegneranno a fermare tutti gli attacchi con tutte le armi in loro possesso nei confronti delle forze governative e di tutti i loro alleati, nello specifico gli Hezbollah libanesi e gli iraniani.
Nessuno acquisirà nuovo territorio durante il cessate il fuoco ed entrambe le parti garantiranno l’accesso alle organizzazioni umanitarie.


L’accordo arriva in un momento favorevole al governo siriano e di difficoltà per le forze dell’opposizione che hanno perso porzioni consistenti di territorio dopo la dura offensiva lanciata in coordinamento tra russi e siriani.


L’accordo lascia fuori Daesh che controlla circa un terzo del territorio siriano. Tutte le parti che aderiscono al cessate il fuoco possono continuare a combattere contro Daesh.
Il segretario generale dell’ONU, Ban Ki-moon ha parlato di un accordo che spiana la strada per una pace più duratura e per l’apertura di veri e propri colloqui di pace, di un segnale di speranza per il popolo siriano.


Negli ultimi cinque anni quasi la metà della popolazione siriana è stata costretta a lasciare le proprie case, si stima che 13 milioni e 500 mila siriani siano totalmente dipendenti da aiuti umanitari per la loro sopravvivenza.
Un nuovo rapporto della Commissione d’inchiesta dell’ONU ha accusato il governo siriano di crimini di guerra e della deliberata distruzione delle infrastrutture sanitarie del proprio paese.


Il flusso di rifugiati ha, inoltre, destabilizzato la regione. In Libano un quarto della popolazione è composto da rifugiati siriani. In Giordania la quarta città in ordine di grandezza è un campo profughi siriano. La Turchia ha più di 2 milioni di rifugiati nei suoi campi profughi. Il 10% del totale dei siriani rifugiati sta tentando l’avventura in Europa.


I numeri delle stime dei morti sono spaventosi, si parte da 250 mila fino a 470 mila, la gran parte civili.
Data la complessità della guerra e il numero di forze in gioco le probabilità di un cessate il fuoco efficace sono molto poche. Il governo siriano, difatti, non ha fatto annunci ufficiali a parte che il 13 aprile si terranno le elezioni per il parlamento. In che clima dipenderà, anche, da questo cessate il fuoco.

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