clintontrumdibattito

Come è andato il primo dibattito tra la Clinton e Trump?

C’è stato il primo dibattito tra Hillary Clinton e Donald Trump e c’è stato un vincitore all’unanimità

Come era prevedibile il primo dibattito tra Hillary Clinton e Donald Trump è stato spettacolare e sempre come era prevedibile la Clinton era molto preparata e Trump per niente.
Tutti quelli che hanno seguito la carriera di Hillary Clinton si sono immaginati che sarebbe arrivata molto bene preparata al suo primo dibattito con il candidato repubblicano Donald Trump. La Clinton ha messo subito al centro della discussione l’economia e come questa debba funzionare per tutti e non solo per i ricchi. Durante tutto il dibattito la candidata democratica è sembra in fiducia, precisa e a volte un po’ troppo impostata, come se stesse ripetendo delle battute preparate nei giorni precedenti. L’unico momento di difficoltà è stato sull’attacco ricevuto riguardo la sua posizione sul TPP.


Trump ha ammesso senza problemi di non essersi preparato per il dibattito e la sua spontaneità ha funzionato bene, a tratti, all’inizio del confronto ma man mano che la discussione procedeva e si scendeva nei dettagli la sua mancanza di preparazione lo ha fatto sembrare inetto.
Trump ha mancato di far riferimento ad alcuni dei suoi slogan più collaudati come il muro con il Messico e la Clinton burattino dei poteri forti mentre è stato costretto dalla Clinton a parlare dei suoi punti deboli più palesi.


Il primo vero momento di difficoltà è stato sulla sua decisione di non dare la propria dichiarazione dei redditi come è tradizione da circa quarant’anni tra i candidati alla presidenza USA.
Trump ha risposto dicendo che non può rilasciarla dato che è sotto scrutinio della Agenzia delle entrate americane (IRS), qui il conduttore è intervenuto per riportare che la IRS ha dichiarato che non esiste correlazione tra il loro controllo e la possibilità o meno di rilasciare la dichiarazione dei redditi.
Lui, incalzato, ha detto che avrebbe rilasciato la sua dichiarazione quando la Clinton avrebbe rilasciato le sue email non pubblicate.
La Clinton ha sfruttato l’occasione e ha risposto in modo intelligente dicendo: “Dovreste chiedervi perché non vuole rilasciare la sua dichiarazione dei redditi. Forse non è ricco come dice… Forse non fa tanta beneficenza come dice… Forse non vuole far sapere al popolo americano che non paga tasse federali”.
Trump qui ha perso una occasione per stare zitto e ha interrotto la Clinton (51 interruzioni per Trump contro 17 della Clinton) dicendo: “Quello mi rende furbo”.
Un attimo dopo i social network, Twitter in testa, sono esplosi con gente se si chiedeva davvero se aveva appena dichiarato in tv di non aver pagato le tasse.
Da quel momento la Clinton è andata sul velluto: “Se ha detto di aver pagato zero tasse significa zero per le truppe, zero per i veterani, zero per le scuole e la salute”. Gol su retropassaggio sconsiderato.


Clinton poi ha stupito tutti con un cambio di strategia strano a questo punto: scuse su tutti i fronti per lo scandalo email. Trump incredibilmente non ha affondato ed è ritornato sulla sua dichiarazione dei redditi dicendo che non si capisce molto da quest’ultime. Poi ha puntualizzato di essere molto ricco dimostrando che le parole della candidata democratica avevano colpito nel segno e che lo avevano irritato. Puntualizzando che è ora che gli USA abbiano un presidente che sappia gestire i soldi richiamando alla memoria di noi italiani le stesse parole di Berlusconi.


Anche queste dichiarazioni sono servite a mostrare quanto la Clinton è arrivata preparata al dibattito: “Ho incontrato molte persone poco contente di te o delle tue aziende, lavapiatti, imbianchini, architetti, vetrai, marmisti e installatori di tende come mio padre che tu non hai pagato una volta finito il lavoro. Abbiamo un architetto nel pubblico che ha disegnato una delle tue club houses in uno dei tuoi campi da golf. Una bellissima costruzione. Immediatamente operativa e te non lo vuoi pagare quello che ti ha messo in fattura e che ti eri impegnato a fare”. La Clinton ha anche ricordato che Trump è andato in bancarotta 6 volte.


Anche qui Trump al posto di cambiare soggetto e andare verso un terreno più scivoloso nei confronti dell’avversaria ha rimarcato che ha costruito una grande compagnia con proprietà in tutto il mondo e che se non ha pagato qualcuno lo ha fatto nei termini di legge e che lui prima di tutto pensa al suo benessere, a quello della sua famiglia, dei suoi dipendenti e delle sue imprese. Uno dei dibattiti più a senso unico che si ricordi. Certo in una campagna elettorale come questa non è detto che sposti molti voti ma tant’è.

TODAY

30 Apr

Sunday

Le Rubriche

Photo Gallery