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Come mai Putin si sta ritirando dalla Siria?

La ritirata di Putin dalla Siria potrebbe significare che anche Assad sta preparando una uscita dignitosa

La Russia ha iniziato la sua campagna siriana con un solo obiettivo: supportare un pericolante Assad al governo. Il fatto che la Russia abbia deciso di andarsene può significare che Putin voglia uscire dal conflitto e che qualcun altro sia pronto a prendere le redini del governo siriano.


I russi stanno iniziando a spostare materia dalla base di Latakia ma ancora non è chiaro fino a che punto smobiliteranno e in che modo il ritiro cambierà il supporto che Putin sta dando ad Assad.


Dopo mesi di bombardamenti senza sosta i russi hanno permesso ad Assad di consolidare il suo dominio su una pare della Siria. I bombardamenti russi, per questo motivo, sono stati diretti, in primo luogo, verso i ribelli anti-Assad, alcuni dei quali supportati dagli Stati Uniti.
Ora Assad si è presentato ai colloqui di pace dell’ONU con qualcosa in mano con cui negoziare.


Prima dell’annuncio del ritiro i negoziati sembravano sul punto di saltare quando l’inviato dell’ONU in Siria, Staffan De Mistura, aveva dichiarato che si aspettava che le negoziazioni trattassero della creazione di un governo di transizione, una nuova costituzione e delle elezioni. Il governo siriano aveva rifiutato sdegnato. Ora senza il supporto di Mosca Assad potrebbe scendere a più miti consigli. La mossa di Putin potrebbe aiutare il tavolo negoziale in modo sostanziale.


L’aiuto russo, consolidando il controllo di Assad su una piccola ma sostanziale fetta di Siria aveva messo il presidente nella posizione di poter rifiutare un negoziato. Mentre gli USA sembravano sul punto di accettare che Assad mantenesse il potere fino a quando la battaglia contro Daesh non di fosse conclusa i turchi e i sauditi erano di parere opposto.


La mossa di Mosca sembra diretta anche verso Washington. Putin è frustrato dalla non volontà da parte di Obama di impegnarsi in modo serio in Siria e se lui se ne andasse gli USA sarebbero costretti a lavorare di più, dovrebbero gestire da soli la guerra contro Daesh. Putin è un alleato scomodo per gli americani, un alleato non allineato ma è l’unico alleato che è realmente in grado di contribuire in modo sostanziale alla guerra contro Daesh.


Putin ha comunque assicurato che manterrà una presenza militare sul campo, inclusi dei droni, per assicurare il rispetto del cessate il fuoco; per il resto l’obiettivo russo è quello di negoziare un buon accordo a Ginevra. Obama dovrà trovare a breve una vera strategia per la Siria se non vuole che i suoi otto anni di presidenza si riducano in un fallimento in politica estera.

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