Come scoppierà la Terza guerra mondiale?

L’Europa sta diventando il terreno di scontro tra gli USA e la Russia di Putin, la tensione sale sempre di più

Con l’invasione, non palese, da parte di soldati russi nel territorio Ucraino si è ufficialmente inaugurata una nuova era nella politica estera Russa, Putin vuole riconquistare l’Europa dell’Est e allontanare la NATO dai suoi confini.


La Russia aveva fatto le prove generali dell’invasione in Ucraina con la guerra in Abkhazia e Ossezia del Sud, due territori a maggioranza etnica russa in uno stato, la Georgia, che si stava avvicinando sempre più all’occidente, tanto da considerare un eventuale ingresso nella NATO. I russi supportarono i ribelli filo russi prima in modo discreto, poi in modo sempre più palese, fino ad arrivare a invadere in forza le piccolissime regioni nonostante gli Stati Uniti si fossero esposti in prima persona, con una visita del vicepresidente Joe Biden a Tbilisi.


I russi hanno testato la reazione della NATO che di fatto, a parte qualche generico richiamo, non c’è stata. Putin quindi ha calcato ulteriormente la mano e dopo qualche tempo ha usato lo stesso schema in grande in Ucraina.


La Russia è consapevole della sua attuale debolezza in fatto di esercito tradizionale e ha adottato un approccio che chiama “Guerra ibrida”. Lo schema è sempre lo stesso: una zona con una forte presenza etnica russa viene agitata con una campagna mediatica e con agitatori interni; scoppiano le proteste; le proteste diventano violente; i russi inviano “omini verdi” cioè militari senza documenti con il compito di far diventare i protestanti dei miliziani; alla reazione dello stato i russi infiltrano veri e propri soldati con armi pesanti a cui segue una protezione “politica”; si dichiara la secessione dallo stato.


Questo schema funziona e i russi lo stanno perfezionando. Prima sono partiti da una nazione che aveva appena iniziato a discutere di un eventuale entrata nella NATO, poi si sono concentrati su una nazione più importante e più vicina all’Europa occidentale come l’Ucraina che stava per avvicinarsi ancora di più all’Europa e alla NATO, il prossimo obiettivo potrebbero essere gli stati baltici, l’Estonia ad esempio. Peccato che l’Estonia faccia parte della NATO.


I russi hanno iniziato ad essere molto attivi al confine con la piccola repubblica baltica, sia a terra che nello spazio aereo e la NATO ha già reagito in modo piuttosto deciso. La NATO ha reagito agli sconfinamenti dello spazio aereo con un pesante pattugliamento della zona con molti caccia (4 italiani) e si è già sfiorato l’incidente. Quando sconfinano i caccia russi spengono il transponder per rendersi più difficilmente rintracciabili ma in questo modo rischiano di provocare collisioni con gli altri aerei presenti nell’area come è già successo un paio di volte.


Il nuovo punto di scontro potrebbe essere la città estone di Narva, dove c’è una maggioranza etnica russa e dove c’è già stata qualche incomprensione. Gli USA hanno fatto passare proprio nel mezzo della città una enorme colonna di mezzi e soldati diretti a una esercitazione. La situazione rischia di degenerare a causa di quello che gli scienziati politici chiamano il dilemma della sicurezza, una delle cause scatenanti della prima Guerra mondiale. Il dilemma della sicurezza è quella situazione in cui le due parti vedono le proprie azioni come difensive mentre la parte opposta le vede come offensive. L’escalation è difficile da arrestare in questa situazione.


Il tutto fa ancora più paura alla luce del recente cambiamento nella politica nucleare russa. La Russia ogni tanto pubblica un documento di dottrina nucleare, un documento formale, che delinea i criteri necessari all’uso di una bomba atomica. Negli ultimi anni per i russi è diventato sempre più facile usare l’atomica. Nell’ultimo aggiornamento è stato previsto che anche nel caso ci sia un attacco di forza convenzionale che possa mettere a rischio esistenziale lo stato l’uso dell’arsenale nucleare sarà consentito. Per esempio, quindi, se una colonna di carri armati americani si dirigesse verso mosca la Russia potrebbe rispondere con una bomba atomica.


Una teoria si sta facendo sempre più largo tra gli addetti ai lavori, Putin vuole far sciogliere la NATO. Il piano potrebbe essere di far scoppiare un conflitto nell’area baltica mettendo davanti a una scelta molto difficile i suoi membri: tener fede ai propri impegni e contrattaccare e rischiare di far scoppiare la terza Guerra mondiale per un piccolo stato ex sovietico o non fare nulla e di conseguenza sciogliersi. Una tattica molto rischiosa ma allo stesso potenzialmente molto remunerativa, Putin potrebbe ottenere quello che ai leader sovietici non è mai riuscito, sconfiggere la NATO.

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