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Cosa c’è di diverso nel nuovo scandalo del Vaticano

L’uscita di Via Crucis di Nuzzi e di Avarizia di Fittipaldi ha portato alla luce un nuovo scandalo all’interno del Vaticano

In Vaticano c’è un clima pesante in questo periodo. L’uscita di Via Crucis di Gianluigi Nuzzi e di Avarizia di Emiliano Fittipaldi ha scosso il regno di Papa Francesco. Monsignor Lucio Angel Vallejo Balda è ancora in prigione mentre la sua protetta Francesca Immacolata Chaouqui è stata scarcerata a causa della sua gravidanza. I due sono tuttora accusati di aver passato ai due giornalisti i documenti che sono alla base delle inchieste giornalistiche del giornalista di Libero, Nuzzi, e di quello di Repubblica, Fittipaldi.


Questo è il nuovo capitolo di Vatileaks, iniziato con le rivelazioni di Paolo Gabriele, il maggiordomo di Papa Benedetto XVI.
Lo scandalo originario aveva creato l’impressione di un vecchio Papa che aveva perso, o forse non aveva mai avuto, il polso della situazione in Vaticano. Un Papa a cui avevano rubato la sua corrispondenza da sotto il suo naso. Secondo molti questo fu uno dei principali motivi per cui Joseph Ratzinger decise di dimettersi dall’incarico con una decisione con pochissimi precedenti e che lasciò il mondo senza parole.


Questa volta la Santa sede ha deciso di reagire in modo più proattivo e ha arrestato le due fonti dello scandalo prima che i libri uscissero. L’arresto è sembrato anche segno di una aggressività ritrovata da parte del papato. Due comportamenti indicativi delle diverse personalità di Benedetto XVI e Francesco.


Monsignor Vallejo Balda è un membro spagnolo della Società sacerdotale della Santa Croce, un gruppo molto vicino all’associazione “conservatrice” dell’Opus Dei ed era il secondo in comando della Prefettura per gli affari economici. Il monsignore dell’Opus Dei era anche uno dei personaggi chiave della commissione composta da otto persone creata subito dopo la sua elezione da Francesco per mettere a posto le finanze vaticane. La commissione è chiamata COSEA o Commissione di studio sulle attività economiche e amministrative.
Francesca Immacolata Chaouqui, ora scarcerata, aveva lavorato anche lei alla COSEA anche se è sempre stata un personaggio fuori posto. Non aveva esperienze nel campo finanziario e, a giudicare dal suo profilo Facebook, aveva un’attitudine poco paludata per far parte di una commissione vaticana.


La Chaouqui era conosciuta per i suoi party pieni di uomini che contavano e alti prelati, come quello tenuto su di una terrazza vaticana durante la cerimonia per la canonizzazione di Papa Giovanni Paolo II. Party che stonavamo con la vocazione pauperistica di Francesco. Per motivi non chiari, anche se immaginabili, è stata licenziata ed è diventata una persona non grata in Vaticano. Con il suo licenziamento ne ha sofferto anche la reputazione di Monsignor Balda che pare l’avesse raccomandata che forse anche per questo è stato lasciato fuori dalla nuova commissione economica della Santa sede.


Secondo una intervista rilasciata a La Repubblica dalla Chaouqui non era un segreto che lui fosse molto dispiaciuto di essere stato lasciato fuori dalla commissione e che a causa di quella esclusione iniziò una guerra alle istituzioni che si risolse con il rilascio dei documenti. Ora rischia dai quattro agli otto anni nelle galere del Papa.


Avarizia, il libro di Fittipaldi è più generoso con la gola profonda del Vaticano e descrive l’incontro tra l’autore e il monsignore in un bel ristorante del centro di Roma in cui il prelato senza nome dice: “Devi scrivere un libro. Lo devi scrivere anche per Papa Francesco. Deve sapere. Deve sapere che l’ospedale del Bambin Gesù, creato per raccogliere soldi per i bambini malati, ha pagato parte dei lavori per l’appartamento del Cardinale Bertone. Deve sapere che il Vaticano possiede case a Roma che hanno un valore di 4 miliardi. In quelle case non ci sono i rifugiati, come vorrebbe il Papa, ma vip e persone con le giuste conoscenze che pagano affitti ridicolmente bassi”


Il Vaticano ha subito risposto al libro sostenendo che pubblicazioni di questo tipo non aiutano nessuno, tantomeno la chiarezza o la verità ma al contrario generano confusione. Bertone per conto suo ha precisato che non ha mai richiesto o suggerito che la fondazione del Bambin Gesù pagasse i lavori del suo appartamento. Il Vaticano ha tentato di far passare i due giornalisti come 2 avidi scribacchini in cerca di visibilità e poi ha proceduto a incriminarli.


Il primo libro di Gianluigi Nuzzi, Vaticano SPA era già il risultato della prima fuoriuscita di documenti dal Vaticano ed era dedicato allo IOR, l’Istituto per le opere di religione, la banca della Santa sede. I documenti erano stati dati a Nuzzi da un monsignore che lavorava ad alto livello nelle finanze vaticane e che voleva che i documenti fossero resi pubblici dopo la sua morte per mostrare come la banca fosse usata per nascondere i soldi delle mazzette o per evadere le tasse da personaggi influenti. Quel librò portò il vaticano a cambiare politica per quanto riguardava lo IOR e a impegnarsi per uscire dalla lista nera dei paradisi fiscali.
Nuzzi scrisse un libro anche sui documenti del maggiordomo di Benedetto XVI ma quei documenti erano più che altro informazioni sul clima di guerra sotterranea che governava la Curia e il risultato fu solamente un aumento della trasparenza in Vaticano.


Le rivelazioni di questi due libri, c’è da precisare, non coinvolgono o gettano particolari ombre su Jorge Bergoglio, i documenti che sono fuoriusciti sono per gran parte report e ricerche interne commissionate dal Papa stesso.
Entrambe i libri rivelano come l’Obolo di San Pietro, una contribuzione volontaria che le parrocchie danno ogni anno alla Santa sede, sia usata per le spese della Curia e per il mantenimento dello stile di vita principesco di alcuni cardinali. C’è chi allarga il proprio appartamento a spese di un vecchio prete malato suo vicino, chi vende sigarette e carburante approfittando della mancanza di tasse all’interno dello Stato del vaticano. Chi vende medicinali rubandoli dalle farmacie della Santa sede.


Questi libri sottolineano, comunque, che l’obiettivo per cui Jorge Bergoglio è stato eletto, cioè fare pulizia all’interno della Curia, non è ancora stato raggiunto. Nonostante questo i fatti potrebbero rafforzare la posizione di Francesco in questo momento di battaglie sulle riforme con la ribellione dei prelati più conservatori e ricordare a tutti che l’obiettivo primario del papato era un altro.

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