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Cosa dovrà fare la Grecia per rimanere nell’eurozona?

Ecco quali sono le richieste dell’Europa alla Grecia per rimanere nell’eurozona

La Grecia ha deciso di accettare l’ultima bozza d’accordo proposta dall’eurogruppo. L’eurogruppo ha passato al governo greco una lista di azioni che dovranno essere messe in atto senza nessun ritardo per sbloccare un prestito da 82/86 miliardi di € da parte dei suoi creditori: il Fondo monetario internazionale, la Commissione europea e la Banca centrale europea.
Queste sono le richieste:


1. ottimizzazione dell’IVA
2. allargare la base di tassazione
3. sostenibilità del sistema pensionistico
4. adottare un codice di procedura civile
5. indipendenza dell’ELSTAT, l’ISTAT greco
6. implementazione completa di tagli alla spesa automatici
7. Seguire le direttive delle banche per il rientro del credito
8. Privatizzazione della società elettrica
9. Prendere azioni decise sui prestiti non performanti
10. Assicurare indipendenza all’ente per le privatizzazioni TAIPED
11. De-politicizzazione dell’amministrazione greca
12. Ritorno della Troika ad Atene


Atene aveva chiesto solo 53.3 o 59 miliardi di € ma l’Europa ha stabilito ci fosse bisogno di 20 miliardi in più.
Se il parlamento di Atene approvasse queste nuove riforme la Grecia avrebbe i soldi per pagare il debito scaduto da 1.7 miliardi di dollari al Fondo monetario internazionale così come i 6,7 miliardi di euro dovuti alla Banca centrale europea nei prossimi due mesi. La Grecia avrebbe, finalmente, la liquidità necessaria per far funzionare la macchina statale.


Le banche greche saranno in grado di aver accesso a un fondo di liquidità d’emergenza che permetterebbe loro di ricominciare a distribuire moneta. Dal 29 di giugno, difatti, il ritiro di contanti è stato limitato a 60€. L’Europa ha stabilito di dare liquidità nel periodo che passerà prima della decisione del parlamento in modo da tamponare la situazione.


In aggiunta a tutto questo la Grecia dovrà creare un fondo finanziato con la vendita di beni dello stato al fine di ripagare il debito. La Merkel ha parlato di un fondo da 50 miliardi di €.
In caso non la proposta non venga accettata si parla di un possibile time-out, dall’eurozona, per rendere più facile la ristrutturazione del debito.


La CNBC ha riportato che il Fondo monetario internazionale aveva chiesto anche le dimissioni di Tsipras ma la proposta non è stata accettata.


Ora, in caso di accettazione da parte del parlamento greco, bisognerà scoprire quali saranno le ripercussioni di questo piano sul tessuto sociale greco. La disoccupazione è già al 25% e salirebbe drammaticamente in caso di Grexit, l’incidenza del debito sul PIL è già il più alto d’Europa.


L’accordo è un compromesso tra i fautori della linea dura a oltranza, Germania e Finlandia ad esempio, e Tsipras che ha, dal suo lato, problemi con parte del suo partito. Nessuno delle due parti è contento del risultato e forse proprio per questo questo accordo potrebbe funzionare.

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