Cosa leggeva Osama bin Laden ad Abbottabad?

Gli USA hanno rilasciato la lista dei libri che sarebbero stati trovati nel compound in cui Osama bin Laden ha passato gli ultimi mesi della sua vita

Non è passato molto dall’uscita del pezzo di Seymour Hersh in cui il vincitore del Pulitzer sosteneva che gli Stati Uniti stiano e avessero mentito sulla morte di Osama bin Laden e sulla sua sepoltura che l’ufficio del Direttore per l’intelligence nazionale ha rilasciato una lista dei libri che sono stati trovati nel compound di Abbottabad in cui il “Califfo del terrore” si è nascosto per mesi.


D’altronde bin Laden ha passato mesi rinchiuso in un edificio senza la possibilità di uscire e leggere era sicuramente uno dei suoi passatempi. Le sue letture erano quelle che ci potremmo aspettare da un terrorista: articoli su al Qaeda, trattati sulla politica estera degli Stati Uniti, articoli sul nucleare francese, articoli su artiglieria anti-aerea e gli scritti di Sayyd Qutb, uno degli ideologi del terrorismo islamico e non poteva mancare un Corano ma non mancano le sorprese.


Osama bin Laden possedeva un libro chiamato “Una veloce guida illustrata per capire l’Islam”, un libricino trash con una copertina improbabile in cui un Corano orbita intorno alla terra per sorvolare una versione della Mecca spaziale.
Pare anche che bin Laden si sia divertito a guardare un post sul sito ICv2 in cui si parlava di come lo strano gioco di carte Illuminati: The New Order abbia predetto l’11 settembre. Questo, unito al fatto che possedeva il videogioco Delta Force: Xtreme 2 e la “GameSpot Videogame Guide”, ci fa pensare a bin Laden come a uno “sfigato”.


Per di più bin Laden sembra fosse pure un “complottaro”, nella sua biblioteca c’erano chicche del genere come Bloodlines of the Illuminati di Fritz Springmeier; Black Box Voting: Ballet Tampering in the 21st Century di Bev Harris che parla di frodi elettorali; Conspirators’s Hierarchy di John Coleman, un libro sul Comitato dei 300, un presunto gruppo di potenti fondato nel ‘700; Secrets of the Federal Reserve di Eustace Mullins, un noto antisemita; The Taking of America 1-2-3 di Richard Sprague, un libro sull’assassini Kennedy.


Insieme a tutto questo c’era una guida a Acrobat Reader e ben due libri di Noam Chomsky: Hegemony or Survival e Necessary Illusions. Una libreria strana per il genio del male che ha tenuto in scacco le più grandi potenze mondiali per anni. Forse la risposta a tutto questo è un altro libro, La banalità del male di Hannah Arendt.

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