mirziyoyev

Cosa succederà in Uzbekistan ora che Karimov è morto?

Islam Karimov è stato uno dei “presidenti” più longevi al mondo, chi gli succederà ora in Uzbekistan?

Islam Karimov è stato presidente dell’Uzbekistan dalla dissoluzione dell’URSS, nel 1991 fino a qualche giorno fa.
Karimov è stato stroncato da un infarto e per l’Uzbekistan è cominciata una nuova era. Il presidente a interim è Shavkat Mirziyoyev, il primo ministro del paese centro asiatico dal 2003 e il candidato più quotato alla successione dell’autocratico Karimov.


Durante il funerale di Karimov la televisione di stato ha mostrato immagini di Mirziyoyev prendere formalmente il ruolo di presidente ad interim, organizzare l’evento e intrattenersi con i dignitari stranieri, ivi incluso Vladimir Putin.


Secondo la costituzione il ruolo di presidente ad interim sarebbe dovuto spettare al presidente del Senato Nigmatilla Yuldashev ma quest’ultimo ha dichiarato che avrebbe rinunciato al ruolo a favore di Mirziyoyev data la sua maggiore esperienza di governo. Un chiaro segno che il primo ministro è riuscito a farsi accettare dalle elite e che non ha praticamente ostacoli nella sua strada verso il potere.


Come secondo presidente dello stato ex sovietico Mirziyoyev avrà davanti a sé una miriade di problemi: l’economia stagnante, la migrazione di massa, l’infiltrazione del terrorismo islamico ma soprattutto i rapporti con i potenti vicini.
L’Uzbekistan ha sempre avuto relazioni difficoltose con i russi, gli Stati Uniti, la Cina, il Kazakistan, il Kyrgyzistan, il Tajikistan e il Turkmenistan. Karimov ha sempre navigato in acque tempestose e negli anni è riuscito ad ottenere una indipendenza vera e propria nei confronti degli ingombranti vicini e delle potenze globali.


Mosca è sicuramente la potenza più interessata all’area, mentre i cinesi ne vedono le potenzialità economiche e gli americani sono solamente interessati alla stabilità i russi pensano all’Uzbekistan come a una parte di sé stessi.
Mirziyoyev è stato subito accolto calorosamente da Putin e ha presentato la Russia come uno storico alleato dell’Uzbekistan e ha detto che Mirziyoyev potrà contare sulla Russia come alleato fidato e amichevole.
Nella realtà il rapporto tra Karimov e la Russia è stato a tratti “complicato”. I russi hanno sempre visto l’Uzbekistan come una loro regione e Karimov ha sempre cercato di cementare la propria indipendenza, a volte avvicinandosi agli Stati Uniti in condizioni particolari come per la guerra globale al terrorismo.


L’Uzbekistan era diventato un alleato fidato degli USA durante la guerra in Afghanistan, arrivando, addirittura, a prestare una propria base aerea agli statunitensi. Il tutto crollo dopo le critiche USA al massacro di Andijan in cui i soldati di Karimov spazzarono via molti manifestanti. A seguito delle critiche gli USA furono sfrattati. Putin si mise subito a corteggiare gli uzbeki e i suoi sforzi sembra siano stati premiati.


I cinesi sono quelli che hanno investito di più nel paese, senza ombra di dubbio.
Le repubbliche del centro Asia sono essenziali nel progetto cinese One Belt, One Road che vuole collegare la Cina all’Europa in quella che è una riedizione della via della seta.
Pechino, però, ha un interesse strumentale e non ha nessuna intenzione di avere un ruolo nella vita politica di questi paesi.


I problemi più pressanti per Mirziyoyev però saranno quelli che avrà con i suoi vicini.
Nazabayev, il “presidente” del Kazakistan e Atambayev, il presidenti del Kirghizistan, hanno marcato una vistosa assenza ai funerali di Karimov a Samarcanda.
Nazarbayev e Karimov avevano entrambe l’obiettivo di essere riconosciuti come leader regionali. L’Uzbekistan è decisamente più popolato e storicamente era il centro di potere dell’area ma il Kazakistan ultimamente è diventato uno dei paesi più ricchi al mondo; per questo Nazarbayev insidiava Karimov.
il Kirghizistan, invece, era il destinatario degli atteggiamenti da bullo di Karimov.
Lo scorso presidente chirghiso aveva tentato di attuare delle riforme democratiche ma Karimov le aveva osteggiate con tutte le sue forze convinto che delle riforme avrebbero destabilizzato l’area. Per questo ha più volte tolto l’approvvigionamento di gas naturale essenziale alla sopravvivenza del piccolo e povero stato.
Mirziyoyev dovrà decidere che approccio avere in tutte queste situazioni.

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