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Cosa è successo nel dibattito presidenziale più cattivo di sempre?

Questo dibattito era destinato ad essere carico di aggressività dopo la prestazione blanda di Trump nel primo incontro/scontro ma l’uscita delle conversazioni tra Trump e la personalità televisiva Billy Bush in cui si può sentire il candidato repubblicano vantarsi di poter molestare le donne impunemente da quando è famoso ha portato lo scontro a livelli che nessuno si sarebbe mai immaginato. Un terzo dei senatori repubblicani hanno pubblicamente dichiarato che non supportano Trump, il suo stesso candidato alla vice-presidenza si è distanziato da lui. Molti parlano di come poterlo costringere a rinunciare a favore del suo candidato alla vice-presidenza. Trump si è trovato messo all’angolo e ha reagito con una violenza inaudita.


Trump è stato all’offensiva sin da subito seguendo il consiglio di Karl Rove e di altri strateghi repubblicani, presentandosi come la possibilità di un cambiamento a Washington e cercando di spostare l’attenzione sul rapporto con le donne del marito di Hillary Rodham Clinton, Bill Clinton.
Per dare peso alla cosa Trump ha indetto una conferenza stampa prima del dibattito con Juanita Broaddrick, Paula Jones e Kathleen Willey, tre donne che hanno accusato di violenza sessuale l’ex presidente Clinton (accuse mai confermate in nessuno dei casi) e con Kathy Selton che è stata violentata a dodici anni e il cui violentatore è stato difeso da una giovanissima Hillary Rodham Clinton.
Trump ha poi dato un posto alle 4 donne nel pubblico, come ospiti del candidato.
Uno dei due moderatori, Anderson Cooper, non ha fatto molti giri di parole è ha subito detto: “Mr. Trump, riguardo la registrazione che è stata pubblicata venerdì… ha detto che quello che abbiamo sentito erano chiacchiere da spogliatoio. Lei parla di baciare donne senza consenso, toccare i loro genitali. Questo è violenza sessuale. Lei si è vantato di aver usato violenza sessuale nei confronti di alcune donne. Lo capisce?”.


Sul subito Trump si è contratto e ha risposto:”No, non ho detto quello per nulla, non penso che tu abbia capito quello che era, erano discorsi da spogliatoio. Non ne sono orgoglioso. Mi scuso per la mia famiglia. Mi scuso con il popolo americano. Certamente non sono orgoglioso di questo ma sono discorsi da spogliatoio.” Trump ha cercato di cambiare soggetto molto velocemente verso l’ISIS e le sue atrocità ma il giornalista lo ha interrotto tre volte chiedendo se avesse effettivamente fatto quello di cui parlava nel video. Alla terza interruzione Trump ha detto: “No, non l’ho fatto”.


Dopo questa risposta nel caso abbia mentito si aprirà una voragine che probabilmente inghiottirà definitivamente la sua campagna.
Trump, comunque, ha tentato di rifarsi subito, dicendo che nessuno si è mai comportato peggio con le donne di Bill Clinton e che Hillary ha sempre attaccato le vittime degli abusi di suo marito e che sarebbe lei quella che dovrebbe vergognarsi, che lei dovrebbe vergognarsi di questi attacchi nei suoi confronti.


La Clinton ha glissato cercando di tenersi il più possibile fuori dalla questione, saggiamente, il danno è stato fatto e non da lei e mettersi nel ring a scambiare colpi sulla questione non le avrebbe giovato. Hillary si è limitata a dire: “Penso sia chiaro a tutti quelli che hanno sentito che rappresenta pienamente chi è davvero. Lo abbiamo visto durante tutta la sua campagna. Lo abbiamo visto insultare le donne. Lo abbiamo visto classificarle su una scala da uno a dieci in base alla loro apparenza. Lo abbiamo visto imbarazzare donne in TV e su Twitter. Lo abbiamo visto dopo il primo dibattito passare quasi una settimana a denigrare la ex Miss Universo a livello personale nel peggiore dei modi. Quindi, si, questo è Donald Trump”.


Quando i moderatori hanno chiesto a Hillary di rispondere riguardo le accuse di Trump nei confronti del marito la Clinton ha detto: ” Quando sento cose come queste mi ricordo di quello che ha consigliato a tutti noi la mia amica Michelle Obama : Quando loro colpiscono basso tu vola alto”. Poi la Clinton ha preso ad attaccare Trump per la questione della famiglia Khan, per il giudice Gonzalo Curiel, il reporter disabile e il presidente Obama, tutte persone finite nel mirino delle violente critiche di Trump.


Questi sono stati solo i primi minuti del dibattito e da lì è stato un inevitabile climax discendente. Trump, come ormai ci ha abituato, ha detto alcune falsità acclarate e ha fatto la felicità dei fact checker. Trump ha riservato anche un’altra chicca, cioè ha sconfessato una politica propalata dal suo candidato vice presidente riguardo l’azione militare nei confronti del regime di Assad.


La Clinton, al solito, ha fatto la figura della secchiona. Preparata e ben articolata ha calcato la mano sulla tassazione progressiva, libertà religiosa e, soprattutto, sul principio dell’accesso universale al sistema sanitario.
Cooper e Martha Raddatz, però, sono stati più aggressivi nei confronti della candidata democratica rispetto a Lester Holt sulla questione mail e Hillary ha avuto un momento di difficoltà.


Uno dei momenti più riusciti della Clinton è stata la risposta alla domanda di Gorbah Hamed, una cittadina di fede musulmana che ha chiesto di aiutare le persone come lei a sopportare le conseguenza di venir identificate come minacce da parte della popolazione.
Trump ha prima detto che l’islamofobia è una vergogna peccato che appena dopo abbia detto che però i musulmani devono riportare alle autorità ogni movimento sospetto nella loro comunità.
La Clinton, invece, ha detto di essersi incontrata con molti musulmani americani come lei e ha capito quanto sia importante per loro sentire di essere benvoluti e inclusi in ogni parte della società e che questo le fa molto piacere. “Non siamo in guerra con l’Islam, è un errore che favorisce i terroristi comportarci come se lo fossimo. Per questo voglio uno stato dove cittadini come te e la tua famiglia siate i benvenuti come chiunque altro”.


Questo, insieme al momento in cui uno spettatore ha chiesto di dire qualcosa di positivo l’un l’altro e la Clinton ha lodato Trump per i suoi figli lui ha accettato e lodato la sua indole da combattente, è stato il momento migliore del peggior dibattito presidenziale di sempre, il più violento e pieno di colpi bassi, un dibattito che dovrebbe preoccupare gli americani e tutto il mondo.

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