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Daesh ha colpito ancora a Bruxelles

Daesh ha portato una serie di attacchi nella capitale belga, sede delle istituzioni europee in quello che è un attacco a tutta l’Europa

Daesh ha colpito in ben due punti della capitale belga Bruxelles uccidendo almeno 34 persone. Gli attacchi sono avvenuti all’aeroporto di Bruxelles e in una stazione della metropolitana del quartiere in cui si trovano le istituzioni europee.


Quattro mesi dopo l’attacco di Parigi Daesh ha colpito ancora nel cuore dell’Europa.
Il primo attacco si è verificato a Zaventem, l’aeroporto di Bruxelles e il secondo a Maalbeek, la stazione della metropolitana nel cuore del quartiere dove si trovano le istituzioni europee. Gli attacchi sono stati portati nell’ora di punta e sembrano una sfida all’Europa intera proprio nel momento in cui tutti ci sentivamo più sicuri dopo la cattura di Salah Abdelslam, uno dei responsabili degli attacchi di Parigi.


L’attacco è avvenuto nell’area prima dei controlli di sicurezza dell’aeroporto e in una stazione della metropolitana piena sono obiettivi facili per i terroristi e sono avvenuti nonostante lo stato d’allarme e la fortissima presenza di polizia e militari nelle strade.
Daesh ha annunciato subito la sua responsabilità per gli attacchi tramite Amaq, la sua agenzia di stampa.
L’attacco all’aeroporto ha sicuramente coinvolto almeno un attacco suicida nonostante siano stati sentiti degli spari prima dell’esplosione.
Bruxelles ora è ai massimi livelli di allarme ed è completamente isolata.


La prima esplosione è avvenuta appena dopo le 8 di mattina a Zaventem. Alcuni passeggeri hanno sentito alcune urla in arabo prima dell’esplosione. Almeno 11 persone sono rimaste uccise e almeno 31 gravemente ferite. Per quanto riguarda la stazione della metropolitana di Maalbeek si è subito parlato di almeno 20 morti.
L’esplosione ha colpito le prime carrozze di un treno che stava entrando nella stazione.


Il Belgio era in allarme per la minaccia di nuovi attacchi dopo l’arresto di Salah Abdeslam, l’uomo probabilmente responsabile della logistica per gli attacchi avvenuti a Parigi che sono costati la vita a 130 persone. Quello che è certo è che i luoghi dell’attacco sono indicativi della volontà di colpire tutta l’Europa, non solo il Belgio.
Facebook ha aperta la possibilità di comunicare di essere al sicuro come aveva fatto per gli ultimi attacchi terroristici.
Tutti i leader politici europei e molti da tutto il mondo hanno fatto arrivare le loro parole di cordoglio.


Bruxelles e il suo quartiere di Moleenbeek in particolare sono il centro operativo di Daesh in Europa e questo è dovuto al fatto che i servizi e la polizia belga non hanno posto particolare attenzione a un’area che era destinata a diventare quello che è. Povertà, basso livello d’istruzione segregazione religiosa il tutto all’interno di un paese che di per sé è diviso tra valloni e fiamminghi. Il problema degli immigrati musulmani è sempre stato in secondo piano e il governo belga ha sempre adottato la politica della neutralità riguardo le operazioni anti-terrorismo sperando che questo bastasse a mettere lo stato al sicuro da eventuali attacchi. Non ha funzionato.

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