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Daesh sta perdendo la sua capitale?

Daesh sta rischiando di perdere Raqqa, la capitale di fatto dello Stato Islamico

Daesh ha cambiato strategia o sta perdendo terreno?
In questi giorni le forze curde sono riuscite a conquistare due città, al Thawrah e Ash Shaddadi, due piccole città che si trovano lungo una via di approvvigionamento di Raqqa, la capitale de facto dello Stato Islamico. Le forze curde sono state aiutate dai bombardamenti della coalizione USA.


Allo stesso tempo, però, Daesh sembra stia facendo passi avanti nella conquista di nuove città nella Siria occidentale. Il gruppo terroristico è riuscito a sbaragliare le difese della città di Palmira, guidate dai russi, nel centro della Siria, una città che serve da porta verso la Siria occidentale. Daesh ha anche rivendicato una serie di bombe che sono scoppiate a Homs, appena a sud di Damasco, e che hanno ucciso 200 persone.


Daesh sta tentando di allargare l’area controllata per rendere più difficile la lotta alla coalizione russa e a quella americana? O sta perdendo terreno intorno alla sua capitale e sta cercando una qualsiasi città in Siria dove possa crescere?
Secondo la maggioranza delle persone è la seconda e questa visione è supportata dal numero di combattenti dello Stato Islamico, in continua caduta; secondo il Pentagono ne sono rimasti solo 15.000 il numero più basso dall’inizio della guerra.


Comunque sia Daesh sta guadagnando terreno in Siria nonostante il basso numero di combattenti e le migliaia di bombardamenti delle coalizioni internazionali.
Se Daesh dovesse conquistare Palmira e Homs arriverebbe molto vicina alle aree controllate da Assad e costringerebbe la Russia ad allargare il suo raggio d’azione così come la coalizione guidata dagli Stati Uniti.
Daesh sta cercando nuove aree dove può resistere.


Daesh sembra aver calcolato di preferire avere a che fare con le truppe siriane e i loro alleati russi piuttosto che continuare a combattere contro i curdi e i loro alleati americani. Stanno cedendo territorio a nord e si stanno spostando a ovest.
Nella città di Ash Shaddadi, per esempio, i miliziani dello Stato Islamico non hanno posto la resistenza che curdi e americani avevano preventivato.
Anche a Palmira, tuttavia, Daesh sta combattendo contro bombardamenti giornalieri dei russi e le forze di Assad e non ha conquistato quasi nulla da mesi.


Nonostante questo non è ancora il momento di celebrare. Daesh ha mostrato di pianificare molto bene le proprie mosse e più di una volta gli alleati hanno fatto fatica a comprendere da subito le loro strategie e i loro obiettivi. Ad esempio da quando i russi hanno iniziato a bombardare lo Stato Islamico ha aumentato il numero di attacchi su tutto il territorio siriano. Come quello che a Khanaser, vicino ad Aleppo che ha interrotto la strada che portava rifornimenti all’esercito siriano.


Oltre a questo è da considerare che non è sicuro che Daesh perda Raqqa. Il fatto che lo Stato Islamico non abbia combattuto duramente per le città recentemente conquistate dai curdi può significare che non avessero bisogno di quelle linee di approvvigionamento. I curdi, inoltre, potrebbero non voler conquistare Raqqa, una città a maggioranza araba ma potrebbero volersi concentrare sulle città che la circondano a maggioranza curda.


Daesh è in pericolo, quindi, ma è difficile dire quanto lo sia. Certamente il cessate il fuoco darà la possibilità alle due coalizioni di concentrarsi sulla lotta al solo Daesh, l’unico gruppo che è stato lasciato al di fuori dall’accordo. Forse la guerra sta quantomeno per cambiare.

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