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Daesh sta perdendo terreno ma si sta indebolendo?

Daesh sta perdendo terreno su tutti i fronti ma non sembra indebolirsi, anzi

Lo stato islamico sta perdendo militarmente su tutti i fronti ma sembra che il suo appeal internazionale non ne stia risentendo, anzi.


L’attentato di Orlando al club gay Pulse ne è l’esempio. L’attentatore ha giurato fedeltà al califfato appena prima di commettere l’attentato nonostante tutti pensino che lo Stato Islamico sia in grandissima difficoltà.
Per la prima volta da quando la coalizione internazionale è intervenuta tutte le principali città controllate da Daesh sono in pericolo imminente. Sirte in Libia, Mosul in Iraq e Raqqa in Siria, addirittura il portavoce di Daesh abu Muhammad al-Adnani ha dichiarato che bisognerà prepararsi a delle perdita, da Sirte a Mosul.


Il direttore della CIA ha dichiarato che: “Nonostante tutti gli sforzi contro Daesh sul campo di battaglia i nostri sforzi non hanno diminuito le capacità terroristiche del gruppo e la sua portata globale” e che ”man mano che la pressione su Daesh aumenterà loro intensificheranno la loro campagna di terrorismo globale per mantenere la predominanza nell’agenda terroristica globale”.


Brennan nella stessa occasione ha confermato che non era stato trovato nessun collegamento tra Omar Mateen, l’attentatore di Orlando, e Daesh. Non che ce lo si aspettasse, il ragazzo non era certo un modello classico di membro di Daesh. Il suo profilo assomiglia di più a quello del simpatizzante solo superficialmente influenzato dall’ideologia dell’organizzazione. Negli ultimi tre anni ha supportato Hezbollah, al-Qaeda e Daesh.


Questo tipo di simpatizzanti non sono attirati dai successi militari del califfato ma dall’idea base del gruppo, cioè la narrativa sulla vittimizzazione dei fedeli sunniti. Una idea che circola nell’area mediorientale da prima di Daesh e che ha guadagnato vigore nel momento di stagnazione politica.


Sia a Fallujah che a a Raqqa che a Manbij, tre città che sono sul punto di essere riconquistate, e che sono a maggioranza sunnite. Nonostante quanto sostenuto dagli americani la maggior parte delle milizie che stanno materialmente riconquistando la città sono sciite o curde e questo genera malcontento all’interno della popolazione che di per sé non supporta Daesh.
Questo è quello che sta succedendo a Raqqa mentre la riconquista di Fallujah è stata bollata dai media arabi come una guerra settaria portata avanti dalla super spia iraniana Qassem Suleimani.


I sunniti si sentono abbandonati dalla coalizione internazionale e consegnati nelle mani di Teheran e dei loro alleati russi. Mateen era un uomo particolarmente confuso, caso unico al mondo di sunnita che supporta Hezbollah, ma sicuramente era stato affascinato da questo vittimismo sunnita.


La strategia USA di supportare indirettamente la coalizione composta da Siria, Russia e Iran potrebbe far si che i Sunniti si sentano traditi e si avvicinino allo Stato Islamico come male minore.
Oltre a questo molti sunniti in giro per il mondo potrebbero voler vendicare questo tradimento.
Togliere terreno a Daesh è essenziale ma non è l’unica cosa che conta.

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