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D’Alema spiega la crisi greca in modo chiaro

Massimo D’Alema ha rilasciato una intervista a La Stampa in cui evidenzia come sia ben lontano dall’interesse europeo un Grexit e che da un eventuale fallimento della Grecia o da una politica di lacrime e sangue gli unici che ci guadagnino siano le banche, in primis tedesche, poi francesi e, infine, italiane.
Qui c’è l’intervista su La Stampa.


“L’Europa sta affondando in un bicchier d’acqua! Per mancanza di forza politica – prosegue -. Per mancanza di leader come Helmut Kohl, che fu capace di risolvere il problema della Germania Est in un notte, quella in cui seppe dire: ‘parità del marco!’ In quei giorni l’establishment e gli economisti ripetevano: è folle! Se Kohl avesse ragionato con la logica attuale, avrebbe imposto lacrime e sangue ai tedeschi dell’Est. Disse: a costo di sacrifici, andiamo avanti tutti insieme. E i risultati li abbiamo visti. Questo è il coraggio della politica. Non fu un favore ai tedeschi dell’Est, perché poi fu tutta la Germania a fare il salto. Iniziativa generosa, la stessa che cinque anni fa l’Europa avrebbe dovuto compiere con la Grecia: stiamo parlando di un debito di 330 miliardi e di un’Europa che, per il mancato accordo, ha bruciato nelle Borse 7-800 miliardi soltanto negli ultimi giorni”.


“In mancanza di meccanismi di aggiustamento si va verso la compressione dei salari, dei consumi e dei diritti dei lavoratori – spiega D’Alema -. L’effetto è la rivolta progressiva nelle aree più deboli dell’eurozona e l’estendersi di un sentimento di rivolta che può assumere due diversi caratteri; una rivolta sociale con forme di populismo di sinistra; o può invece prevalere la rivolta nazionalistica anti-europea, di destra. Serve una classe dirigente che si renda conto di questi pericoli”.


“In questa vicenda il socialismo europeo non si è mosso in modo unitario e questo ha influito negativamente sulla capacità di incidere sulle scelte europee. Quello della Grecia è un grande test per il riformismo europeo. Se in Europa dovesse prevalere l’idea meschina di dare una lezione alla Grecia con l’illusione di punire chi non ‘fa i compiti a casa’ e fermare così la deriva populista, questo avrebbe un effetto boomerang sui Paesi più esposti”.


D’Alema aveva già parlato di Grecia a RaiNews24. Il canale allnews della Rai aveva invitato D’Alema a parlare dell’appello dei premi Nobel per l’economia Stiglitz e Krugman che chiede più flessibilità per la Grecia.





“In Germania il costo del denaro è bassissimo, quindi le banche tedesche raccolgono denaro a un costo quasi nullo. Con quei soldi comprano i titoli della Grecia, che essendo un paese a rischio paga tassi altissimi, il 15%. In questo modo guadagnano una montagna di soldi. Attraverso la differenza dei tassi d’interesse. Enormi risorse si trasferiscono da un paese povero, la Grecia, a un paese ricco, la Germania. Il paese povero si impoverisce sempre di più, il paese ricco si avvantaggia sempre di più”. Come se non bastasse questa contraddizione, continua il suo ragionamento l’ex premier, quando la Grecia non è più in grado di pagare, arrivano gli aiuti europei. “Noi abbiamo dato alla Grecia 250 miliardi di euro. Ma non per le pensioni dei greci, ma per pagare le banche tedesche. Si dice: ‘Noi paghiamo le pensioni dei greci’. No! Noi paghiamo le banche tedesche, e di questi soldi i greci non sentono neanche l’odore”

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