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Di chi è la colpa del crollo dei mercati cinesi?

In Cina è partita la caccia alle streghe per dare la colpa del crollo dei mercati e nessuno è al sicuro

Il mercato cinese continua a zoppicare nonostante il gigantesco aiuto dato dal governo per ammortizzare una caduta che rischia di bruciare miliardi di Euro. L’indice di riferimento di Shanghai continua a perdere, una caduta del 40% dal picco di metà giugno.

Se da un certo punto di vista la caduta non è sorprendente dato che gli scambi viaggiavano a valutazioni fuori logica nonostante ci fossero i primi segni di un rallentamento nell’economia cinese.
Gli investitori cinesi, inoltre, hanno riversato una grande quantità di moneta nel mercato a inizio 2015 ingolositi dal governo che ha allentato la stretta sul credito per risolvere il crescente problema dei “falsi depositi”.

Dopo la caduta delle valutazioni gli indici sembrano avvicinarsi di più alla realtà secondo gli investitori ma, nonostante questo, il governo sta tentando di incolpare tutti tranne se stesso per il crollo. Ecco i principali capri espiatori:


I giornalisti


Wang Xiaolu, un giornalista della rivista economica cinese Caijing, aveva scritto un articolo il 20 luglio in cui aveva preso in esame la scarsa risposta dei mercati allo stimolous del governo e aveva previsto che il governo avrebbe potuto tagliare, più in là, il pacchetto di aiuti.
Il report secondo il governo cinese avrebbe causato la caduta del 27 luglio, una settimana dopo, per questo motivo Wang si è dovuto scusare davanti alla nazione dalla televisione nazionale.
“Non avrei dovuto pubblicare un articolo che poi ha avuto un influsso così negativo sul mercato in un momento così delicato, un articolo che ha causato tante perdite agli investitori cinesi con lo scopo di catturare l’attenzione dei lettori”
Alcuni sostengono che sia stato il governo a chiedere a Wang di scrivere del ritiro dello stimolous per testare la reazione dei mercati. Dopotutto è successo esattamente quello che Wang aveva previsto, il governo ha smesso di acquistare tramite il suo fondo sovrano.
A dare corda a questa illazione il direttore di Caijing ha raccontato pochi giorni dopo una storia del periodo dei tre regni: il signore della guerra Cao Cao aveva stabilito di ritirare le sue truppe e il suo consigliere, quindi, diede l’ordine alle truppe di ritirarsi. Cao Cao fece quindi giustiziare il consigliere con l’accusa di abbassare il morale delle truppe e poi ordinò lui stesso la ritirata.


La più grande banca d’investimento cinese


La CITIC Securities è una gigantesca banca d’investimento, più grande di tutti i giganti di Wall Street (quasi tre volte Morgan Stanley per esempio) è diventata uno dei principali capri espiatori. Sei dipendenti della banca sono stati arrestati ivi incluso Xu Gang, uno dei top manager, che ha confessato di aver fatto insider trading. Le accuse per gli altri dipendenti non sono chiare ma da quello che filtra sembra che la CITIC sia accusata di essersi messa d’accordo con alcuni investitori esteri per fare dello short-selling sui titoli cinesi scommettendo sulla loro perdita, il che di per sé non è un crimine.


Hedge Fund


Gli Hedge Fund sono tra i sospettati dal governo. Li Yifei, una top manager di uno dei più grandi fondi cinesi è stata chiamata a comparire dalle autorità per una inchiesta sulla volatilità dei mercati e da allora non è più tornata secondo il marito.


La Federal Reserve


Uno degli ultimi colpevoli per la crisi secondo il governo cinese è la Federal Reserve. Un manager della banca centrale cinese, Yao Yudong, ha dichiarato di “I tassi di cambio cinesi non hanno niente a che fare con la volatilità del mercato globale la quale è principalmente dovuta alle nuove mossa di politica monetaria della Federal Reserve.


Internet


La polizia cinese ha punito 197 persone che hanno “causato il panico” su internet e in particolare su Weibo, il Twitter cinese.

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