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Donald Trump ha scelto il suo vice-presidente ed è improbabile quanto lui

Mike Pence è il vice-presidente con cui Donald Trump ha scelto di candidarsi alle presidenziali americane ed è estremo un po’ per tutti

C’è una ragione per cui Donld Trump ha scelto Mike Pence come compagno nel ticket presidenziale: la sua estrema debolezza con l’elettorato più religioso. Peccato che Pence abbia dei precedenti tremendi con la parte pro-business del partito e con i gruppi per i diritti civili LGBT.


La scelta di Pence ha senso, Trump ha sempre faticato con la base religiosa del suo partito, questo è probabilmente il motivo per cui un altro candidato improbabile come Ted Cruz è arrivato così avanti. Trump è divorziato per ben 2 volte, non ha mai fatto mistero delle sue scappatelle, possiede casinò e non conosce la Bibbia; un personaggio che chiaramente non va giù alla destra religiosa.


Molti rappresentanti del GOP religioso hanno lanciato strali violentissimi contro il candidato repubblicano. Tra gli evangelici Trump ha percentuali di gradimento simili a quelle di Hillary Clinton, la candidata democratica, una cosa mai vista.
Gli evangelici sono circa il 48% dei votanti delle primarie e questo è preoccupante. Il GOP è grosso modo diviso in tre correnti: i conservatori fiscali moderati dal punto di vista sociale o agnostici (come Romney, Jeb Bush ecc…), i populisti di estrema destra con gli appartenenti ai Tea Party e i razzisti e la destra religiosa.


Mike Pence è un campione di questa ultima categoria. Pence è uno dei più violenti anti-abortisti, la legge sull’aborto dell’Indiana, lo stato di cui Pence è governatore, è così restrittivo da essere stato condannato da altri repubblicani. Pence è stato tra i primi a togliere i fondi a Planned Parenthood.
L’aborto è una politica condivisa da parte dei repubblicani, due terzi del partito sono decisamente anti-abortisti mentre la terza parte, i conservatori fiscali, non si pronunciano: aborto o no per un businessman cambia poco.


Per i repubblicani come Romney e Bush, però, le posizioni di Pence sulle comunità LGBT sono difficili da sostenere.
Pence ha passato una legge che permette ai titolari di negozi dell’Indiana di allontanare i clienti LGBT e alle assicurazioni di non prendere in carico clienti perché LGBT.
Questa legge ha fatto ribellare la parte pro-business dei repubblicani.


Dopo l’approvazione della legge lo stato ha perso 60 milioni di dollari in attività produttive e un numero non precisato di aziende hanno deciso di spostare le proprie sedi altrove per distanziarsi dalle politiche anti-LGBT.
Secondo alcuni studi la legge ha fatto perdere all’Indiana circa 250 milioni di dollari.


Una reazione intuibile dal fatto che l’89% delle 500 compagnie più grandi negli USA hanno policy anti-discriminazione.
Quando l’Arizona tentò di far passare una legge simile il governatore conservatore fu costretto a mettere il veto sulla legge a causa di enormi pressioni politiche. Addirittura la NFL lo minacciò di spostare il Super Bowl quell’anno in programma nello stato.


La NFL è notoriamente repubblicana, fiscalmente conservatrice, ma neppure loro possono accettare certe politiche discriminatorie.
Questa è una questione di buon senso, se stai cercando di avere i migliori lavoratori, non te ne puoi precludere per principio un 5/10% e non puoi permetterti che almeno lo stesso 5/10% non comprino il tuo prodotto per principio.
I repubblicani pro-business faranno ancora più fatica a votare per Trump dopo la scelta di Mike Pence e l’elezione di Trump diventa sempre più difficile.

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