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Donald Trump non ha intenzione di difendere gli alleati NATO in caso di attacco

Donald Trump ha spaventato tutti gli alleati NATO dicendo che non vuole intervenire in caso la Russia invada nel baltico o Erdogan peggiori

Donald Trump accettando l’investitura di candidato repubblicano alla corsa per la casa bianca ha tenuto un discorso che ha fatto cadere dalla sedia i leader di mezzo mondo. Trump ha sostenuto che non ha intenzione di rispettare i patti NATO e quindi di intervenire in caso di attacco nei confronti di un paese membro.


Trump riferendosi ai paesi baltici che sono stati minacciati in maniera sempre più aggressiva da parte dei russi ha detto che in caso di aggressione russa, prima di intervenire controllerebbe se questi stati hanno rispettato “gli obblighi nei nostri confronti” e nel caso lo abbiano fatto allora darebbe il suo ok.


Per la prima volta un candidato alla presidenza di un paese della NATO ha messo in dubbio il patto che obbliga ogni paese all’intervento in caso di un attacco nei confronti di un altro membro.
Questa dichiarazione è in linea con le richieste fatte in campagna per le primarie secondo cui gli alleati americani devono pagare di più per la protezione fornita loro dagli USA.


Trump ha anche dichiarato che non ha intenzione di fare pressioni sulla Turchia o su altri alleati autoritari nel caso di purghe o di problemi riguardanti le libertà civili.
Secondo Trump gli Stati Uniti devono prima pensare ai loro problemi che a quelli degli altri.
Secondo Trump gli USA non hanno diritto ad andare a dare lezioni all’estero quando nella loro madrepatria i poliziotti sparano alle persone a sangue freddo.


Trump non si è tirato indietro dall’approccio ultra-nazionalista che gli ha fatto vincere la candidatura. Il miliardario newyorchese ha enfatizzato soprattutto l’aspetto economico: gli USA non vogliono pagare per la difesa di tutti gli alleati, ognuno deve contribuire nei costi della difesa a costo di cancellare trattati a questo riguardo in giro per il mondo.
Gli USA secondo Trump non sono più in grado di sopportare i costi della difesa globale che si sono caricati sulle spalle per tutti questi anni.


Il tema è il ricorrente L’America viene prima che ha caratterizzato la sua campagna elettorale. Altro bersaglio di Trump è il NAFTA, l’accordo commerciale tra Canada, USA e Messico. Secondo il candidato repubblicano deve essere rinegoziato con termini radicalmente più favorevoli agli USA.


Le sue dichiarazioni sulla NATO hanno fatto scalpore nei circoli politici in giro per il mondo. Il segretario del patto atlantico, Jens Stoltenberg ha dichiarato che la solidarietà è un valore fondamentale tra i paesi NATO. Stoltenberg ha detto che non desidera intervenire nel processo democratico americano ma ha sottolineato come la sicurezza in Europa sia stata una delle chiavi del successo americano.


Le dichiarazioni fanno ancora più scalpore considerando che l’articolo 5 del trattato è stato voluto dagli USA e firmato dal presidente Truman ed è stato applicato solo una volta: dopo l’11 settembre a favore degli USA.
L’accordo è considerato universalmente un elemento centrale nel mantenimento della pace in Europa, nello specifico nell’Europa dell’Est dove le repubbliche ex sovietiche sono sotto costante minaccia da parte dei russi che hanno fatto della riconquista dell’influenza nell’area una loro priorità in politica estera.


Il presidente estone ha subito postato su Twitter le prove del loro impegno nei confronti degli alleati e ha sottolineato che la piccola repubblica baltica ha mandato i suoi soldati anche in Afghanistan.


Trump ha sottolineato che il suo approccio in questioni di politica internazionale è molto diverso da quello tradizionale del partito repubblicano, sempre stato tradizionalista, dato che i tempi sono cambiati. Secondo Trump il costo dell’impegno militare globale degli USA porta a una perdita annuale di 800 miliardi di dollari.
Trump pensa alla politica internazionale in termini economici e non vede i benefici economici dell’essere il deterrente nucleare della Corea del Nord del garantire il rispetto dei diritti civile dei turchi, ad esempio.


Trump vorrebbe riportare a casa le truppe americane per contenere i costi, ivi comprese quelle in paesi amici, come Giappone o Sud Corea, dove stazionano i missili per tenere a bada i nordcoreani. Secondo alcuni esperti militari questa politica, oltre ai chiari svantaggi tattici porterebbe ad un aumento dei costi dato che i paesi in cui sono ospitate le testate contribuiscono ai costi.


Trump, inoltre, ha continuato a lodare Erdogan, un grande statista secondo il candidato repubblicano. Trump ha lodato Erdogan per la sua abile gestione del colpo di stato e ha detto che per quanto riguarda i diritti civili gli Stati Uniti non hanno diritto a dare lezioni in giro per il mondo considerando la loro situazione a casa.
Trump ha fatto sua la risposta di ogni regime autocratico criticato dagli USA: “Pensate alla violenza nelle vostre strade prima di dare lezioni al mondo”.

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