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Erdogan arresta un’altra giornalista straniera

Dopo l’arresto dei giornalisti di Vice anche una giornalista olandese è stata arrestata dal governo turco, per la seconda volta

Frederike Geerdink è stata arrestata, di nuovo, dal governo turco. La giornalista olandese si trovava nella provincia di Hakkari, a Yuksekova. La giornalista olandese fa base a Diyarbakir, la capitale morale del Kurdistan turco, da tempo ed era già finita nella mani del governo turco. La zona sud del paese è sempre più nel caos e i rischi stanno aumentando anche per i giornalisti stranieri, come testimoniano gli arresti dei giornalisti di Vice nei giorni scorsi.


La giornalista ha scritto sul suo account Twitter che sarebbe stata interrogata in un paio di giorni ma da allora non ci sono più state notizie. Al momento del suo arresto Frederike Geerdink si trovava con una organizzazione umanitaria a Yuksekova, nella provincia di Hakkari, al confine con l’Iraq e l’Iran. Una zona tumultuosa, teatro di molti scontri tra il PKK e l’esercito turco.


Frederike era stata arrestata lo scorso gennaio con l’accusa di propaganda per una organizzazione terroristica (PKK ndr), dopo l’assoluzione, inarrestabile, aveva subito ricominciato ad occuparsi delle questioni curde. La giornalista è una grande esperta dei curdi turchi ed è l’unica giornalista che abita stabilmente a Diyarbakir. Da questa posizione privilegiata sta documentando la ripresa degli scontri tra l’esercito e i curdi.


Gli scontri, difatti, sono ripresi con violenza dopo le recenti elezioni in cui Erdogan non è riuscito a ottenere la maggioranza assoluta a causa del successo dell’HDP, il partito moderato curdo, guidato da Selahattin Demirtas.


Demirtas ha, tra l’altro, appena dichiarato che non ci sono le condizioni per condurre una sana campagna elettorale. Erdogan ha fatto indire le elezioni nella speranza di riuscire, al secondo tentativo, di impadronirsi del potere assoluto e l’ostacolo tra lui e il suo obiettivo sono, appunto, i curdi. Erdogan, al posto che guadagnare consensi sembra perderne sempre di più, l’economia ha rallentato, la sua gestione della questione siriana non è stata apprezzata da nessuno ma Erdogan ha stupito più di una volta gli osservatori internazionali con risultati alle urne ben superiori alle stime.

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