Erdogan

Erdogan ha reso la Turchia sempre più sola

Erdogan sta trasformando uno dei paesi più grandi e potenti in uno stato eremita, come?

Erdogan ha sempre professato, e praticato, una politica di pace con propri vicini ma qualcosa deve essere andato storto perché ora non c’è un solo vicino che si possa considerare alleato. Lo Stato Islamico e i curdi hanno colpito la Turchia 14 volte uccidendo 280 persone. Il turismo è ai minimi storici e l’economia è in sofferenza.


Di pari passo Erdogan è diventato sempre più isolato, facendo arrabbiare vecchi alleati come gli americani con il suo testardo rifiuto di prendere misure più dure nei confronti dello Stato Islamico. Nel momento in cui ha attuato la stretta nei confronti di Daesh ecco che sono arrivati gli attentati.
Erdogan ha fatto ripartire i combattimenti nei confronti dei curdi ne sud est e si è creata un nuovo nemico nella Russia quando ha abbattuto un suo bombardiere che aveva invaso lo spazio aereo turco.


Ora si trova in una situazione tale di isolamento che si è scusato con i russi e ha fatto pace con Israele per l’uccisione da parte di questi ultimi di diversi attivisti turchi su una nave diretta a Gaza nel 2010. Una situazione che sembra sempre più disperata dall’esterno.


Erdogan ha sempre portato la Turchia ad esempio di come un paese islamico può essere democratico ma ultimamente si è reso protagonista di diversi attacchi alle istituzioni democratici. Il redattore capo del più grande quotidiano turco è scappato all’estero, un’altro è sotto inchiesta per aver rivelato dei segreti di stato e rischia molti anni di prigione.
Erdogan sta facendo piazza pulita di tutti quelli che pensa siano oppositori e li sta rimpiazzando con parenti o appartenenti al suo circolo ristretto, dal primo ministro a quello dell’energia.


Erdogan continua a ripetere nei frequentissimi discorsi televisivi che le potenze straniere stanno complottando per destituirlo e si è trasferito in un palazzo gigantesco da cento stanze costruito appositamente per lui.


Erdogan ha un obiettivo che è chiaro a tutti, liberarsi del sistema parlamentare turco e trasformare la Turchia in uno stato presidenziale. Un passaggio che secondo i suoi critici precederebbe la sua nomina a presidente a vita. Il suo partito l’AKP sta lavorando alacremente verso questo obiettivo e sta liberandosi di tutti i failsafe costituzionali creati per impedire che questo accada. I turchi democratici, e sono tantissimi, sono molto preoccupati.


La Turchia è un membro della NATO e ha l’ottava economia più grande dell’area europea oltre ad una popolazione tanto numerosa quanto quella della Germania, un paese molto importante insomma, le politiche di Erdogan hanno dei risvolti mondiali.


Erdogan è tuttora il politico più popolare in Turchia ma un numero sempre più grande di turchi è preoccupato di quello che sta succedendo, sempre più gente pensa che la Turchia sia messa su una china insostenibile.


Una cosa impensabile fino a pochi anni fa, Erdogan ha avuto moltissimi meriti, ha posto fine alle ingerenze dei militari, ha distrutto il sistema classista turco che ha sempre tenuto le classi disagiate fuori dai posti politici importanti, ha fatto crescere l’economia in un modo tale da stupire tutti gli analisti internazionali ma ad un certo punto qualcosa è cambiato. Erdogan si è sentito accerchiato, da nemici veri ad alcuni immaginari.


Per combattere questi nemici si è alleato con coloro che era stato eletto per combattere, prima gli islamisti, poi i militari e infine i nazionalisti. Quanto sarà disposta ad accettare la società civile turca?

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