gulenerdogan

Erdogan ha trasformato il suo ex alleato in un terrorista

La situazione in Turchia sta diventando sempre più esplosiva e ora Erdogan ha accusato il suo ex alleato Fethullah Gulen di terrorismo

La Turchia è in una situazione di crisi come non se ne ricordano in tempi recenti dato la crisi curda nel sud-est e la guerra contro ISIS e la difficile situazione politica ma Erdogan è riuscito a stupire tutti un’altra volta.
La polizia turca ha occupato le sedi di due televisioni riconducibili a Fethullah Gulen e ha dichiarato quest’ultimo un terrorista alla stregua di Ocalan o dei combattenti curdi.


Fethullah Gulen è un personaggio affascinante: un predicatore, un imam, uno scrittore e un imprenditore.
Nato in uno sperduto villaggio dell’Anatolia da un imam divenne a sua volta predicatore e imam in giovanissima età. Sostiene una forma di islam turco basato sugli insegnamenti di Said Nursi. L’islam di Nursi è moderato e aperto alle scienze ma ha forti influenze nazionaliste.


Motivo per cui Gulen è sempre andato a braccetto con Erdogan e il suo AKP. Gulen, molto ricco grazie a una serie di scuole private considerate tra le migliori in Turchia, ha finanziato Erdogan e il suo partito per molti anni fino a quando, all’improvviso, si auto esiliò negli Stati Uniti. Da allora iniziarono i problemi tra i due.


Appena trasferito ad alcune televisioni turche arrivò una videocassetta dove si vedeva Gulen dire: “Il sistema esistente è ancora al potere. I nostri amici che hanno posizioni nei corpi legislativi e amministrativi devono impararne i dettagli e rimanere sempre vigili in modo che possano trasformarli in un modo più consono ai precetti dell’Islam per portare avanti una restaurazione nazionale. Comunque loro dovranno aspettare fino a un momento in cui le condizioni saranno più favorevoli. In altre parole non devono uscire allo scoperto troppo in fretta”.


Questa fu la dichiarazione di guerra di Erdogan. Da quel momento il governo si dedicò allo smantellamento delle dershane, delle scuole di preparazione agli esami di stato di cui Gulen aveva il monopolio. Il business delle dershane era il vero e proprio core business dell’impero economico di Gulen.


dal 2011 il contrasto è diventato ancora più visibile ma mai esasperato come in questi ultimi giorni.
L’impero editoriale di Gulen è diventato l’obiettivo principale di Tayyp Erdogan al punto di ordinare l’irruzione delle forze di polizia nelle sedi di due televisioni di Gulen: Bugun TV e Kanalturk.


La faida tra Erdogan e Gulen nel campo dell’informazione era diventata pubblica quando erano stati pubblicati documenti molto imbarazzanti per Erdogan, la sua famiglia e molti suoi amici. Questi documenti avevano portato alla “Tangentopoli turca” e Erdogan aveva subito accusato Gulen di essere la mente dietro la pubblicazione.


Il governo a quel punto aveva deciso di fare piazza pulita di tutti i sostenitori di Gulen all’interno dello stato e sospese i giudici che si occuparono dell’inchiesta. Gulen stesso è stato accusato di essere a capo di un “parallel devlet” uno stato parallelo.


L’ex direttore del quotidiano di Gulen, Zaman, è stato arrestato con l’accusa di essere un golpista e poi rilasciato. Il gruppo Koza Ipek, molto vicino a Gulen, e proprietario di Bugun TV e Kanalturk è stato messo sotto amministrazione controllata dalla magistratura. Poi c’è stata una irruzione negli uffici amministrativi del gruppo e l’irruzione negli studi televisivi, in diretta. Come ciliegina sulla torta il nome di Fethullah Gulen è comparso con l’etichetta terrorista nella lista dei ricercati del sito del ministero dell’Interno.


Erdogan, in vista delle imminenti elezioni in cui ancora spera di ottenere la maggioranza assoluta per poter cambiare la costituzione e diventare capo assoluto della Turchia, ha dichiarato una guerra senza quartiere a Gulen e Demirtas, capo del partito curdo. La situazioni si avvicina pericolosamente alla guerra civile nello stato islamico più occidentale.

TODAY

23 Oct

Monday

Le Rubriche

Photo Gallery