Estonia

Estonia, la capitale mondiale della tecnologia

L’Estonia, il piccolo stato baltico, è diventata la capitale mondiale della tecnologia, come?

Aggirandosi per il centro di Tallinn vi imbatterete in giovani hipster vestiti all’ultima moda che bevono cappuccini mentre lavorano ai loro MacBook, musica house all’ultimo grido in sottofondo, installazioni di arte pop ovunque e camioncini di street food all’ultimo grido. Le stesse vibrazioni che si sentono in centro a San Francisco ora si sentono per le vie della capitale di questo minuscolo stato che, nella sua interezza, ha meno abitanti di Milano.


Negli ultimi vent’anni questa piccola nazione ex-sovietica è diventata una mecca per il mondo tecnologico, il paese con il più alto numero di startup pro capite, con la velocità media della banda larga più alta in assoluto e l’unico paese dove si insegna programmazione a scuola. Tutti i servizi pubblici sono online.


I venture capitalists della Silicon Valley si sono accorti della situazione e hanno iniziato a investire pesantemente in quella che viene chiamata colloquialmente #EstoniaMafia. Come è successo che uno dei paesi tecnologicamente più arretrati sia diventato il centro del mondo delle startup in vent’anni?


Nel 1930 l’Estonia aveva lo stesso PIL pro capite della vicina Finlandia, poi arrivarono i russi e tutto cambiò. Nel 1991 quando il paese riguadagnò l’indipendenza il PIL pro capite era un nono di quello finlandese e la mortalità infantile 4 volte più alta.
Gli estoni sfruttarono l’occasione e ricostruirono il paese praticamente da zero. Lo stesso paese, in un certo senso, potrebbe essere considerato una startup nata nel periodo del boom di internet degli anni ’90.


Nel 1994 l’Estonia divenne il primo stato a istituire una flat-tax, ogni complicazione burocratica venne tolta e venne reso facilissimo aprire una società. Il risultato è che oggi il 95% degli estoni fanno la dichiarazione delle tasse online, per conto proprio, e ci mettono meno di 5 minuti.
L’attuale presidente Toomas Hendrik Ilves è nato negli USA ed è un appassionato di tecnologia e ha lavorato come programmatore quando era in college.


La sua passione lo ha portato a far partire programmi rivoluzionari come quello che ha fatto si che ogni classe di ogni scuola fosse equipaggiata con computer e connessione internet. Da allora il piccolo paese baltico è esploso. Nel 2000 il governo ha dichiarato l’accesso internet un diritto umano, le firme digitali hanno lo stesso valore di quelle fisiche e tutti devono avere una carta d’identità digitale.
Dal 2005 in Estonia di vota online.


Da questo scenario è nato Skype, un successo mondiale. Quando la compagnia fu venduta a eBay per 2.6 miliardi di dollari iniziò una reazione a catena. Gli estoni si resero conto di poter diventare incredibilmente ricchi investendo il loro tempo nella tecnologia.
Una intera generazione di estoni seguì le orme dei ragazzi di Skype e ora il 15% del PIL estone deriva da industrie tecnologiche. Ci sono 350 startup, una ogni 3.700 persone. Alcune si stanno ingrandendo a dismisura.


Il successo di Skype, poi, è servito ad attirare i venture capitalists della Silicon Valley. Nel solo 2015, secondo il governo estone, le startup del piccolo stato hanno attratto capitale estero per 100 milioni di dollari.
Questo non è, tuttavia, l’unico modo per attirare i capitali esteri degli estoni. Recentemente è partito un progetto di e-Residency. Tutti hanno la possibilità di diventare cittadini virtuali estoni e quindi hanno la possibilità di aprire una società nello stato e presto anche un conto in una banca estone. Il programma è stato un successo globale.


Nonostante tutto questo l’Estonia rimane uno degli stati più poveri dell’UE con un tasso di disoccupazione che raggiunge il 20.1%. Come se non bastasse ha un vicino ingombrante come la Russia che certo non mette a proprio agio gli investitori.
Un vicino che ha un rapporto non certo idilliaco con l’ex membro dell’URSS. Nel 2007 un attacco hacker ha bloccato tutti i siti collegati al governo, alle banche, ai media e alle compagnie private. L’attacco arrivava direttamente da Mosca.


La nazione baltica è sopravvissuta e ha sviluppato uno dei sistemi di cyber sicurezza migliori al mondo ma i problemi non sono finiti qui. Uno dei problemi della scena tecnologica estone è la diversità e la recente crisi dei rifugiati ha fatto crescere i partiti di estrema destra. Non un ambiente ideale per un programmatore di talento, per esempio indiano, in cui andare a lavorare.

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