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Gli USA cambiano strategia nella lotta all’ISIS

Dopo gli insuccessi della coalizione anti-ISIS gli USA hanno deciso di cambiare strategia in Iraq e Siria

Gli USA hanno finalmente riconosciuto il fallimento della loro strategia per sconfiggere ISIS in Siria e Iraq. Il piano che comprendeva l’addestramento di forze ribelli sul terreno in Siria, il sostegno ai curdi in Iraq e dei bombardamenti controllati per aiutare entrambe le forze e bloccare l’avanzata di ISIS. Daesh ha continuato ad avanzare.


Ash Carter, il segretario della Difesa USA, ha detto che loro chiamano il nuovo approccio la strategia delle 3 R, cioè: Raqqa, Ramadi e Raid.
Non è un cambio radicale di direzione ma un nuovo approccio che gli americani sperano cambi le sorti del conflitto.


Raqqa


Gli USA cambiano strategia nella lotta all’ISIS


Raqqa è la città nel nordest della Siria che funge da capitale de facto dello Stato Islamico. Nei mesi scorsi le truppe curde siriane dell’YPG sono avanzate molto nell’area con il supporto degli americani arrivando a circa 50 Km dalla città. In aggiunta le truppe curde irachene hanno tagliato la principale via di approvvigionamento che porta alla capitale del Califfato.


Gli USA hanno intenzione di aumentare il supporto ai curdi che stanno avanzando verso Raqqa con un aumento di lanci di armi e di bombardamenti nella speranza che questi ultimi riescano a circondare la città e, alla fine, a riprenderla.


La riconquista di Raqqa sarebbe un colpo fortissimo alla morale e all’organizzazione di Daesh ma questo lo sanno anche i miliziani ISIS per cui la strada verso Raqqa si prospetta particolarmente dura, insidiosa e lunga.


Oltretutto Raqqa è una città a maggioranza araba, i curdi potrebbero non avere tutto questo interesse a riconquistare una città al di fuori del proprio territorio. Al contrario, gli arabi della città, potrebbero essere tutt’altro che felici di passare da ISIS ai curdi. Ci sono voci di violenze da parte dei curdi nei confronti di arabi nelle città arabe riconquistate e sicuramente queste voci salterebbero fuori nel caso ci sia una alta probabilità di conquista curda. Molti arabi probabilmente si lancerebbero nelle braccia di ISIS. Gli USA lo sanno e hanno dichiarato che alla eventuale conquista parteciperebbe una fantomatica coalizione arabo/siriana che però sembra non esistere.


Ramadi


Gli USA cambiano strategia nella lotta all’ISIS


La conquista da parte di ISIS di grandi porzioni dell’Iraq del nord ha messo in contrasto Iraq e USA più di quanto si potesse immaginare. Le differenze sono nella scelta della strategia per la riconquista: gli USA volevano concentrarsi sulla riconquista di Mosul, la seconda città per grandezza dell’Iraq mentre gli iracheni volevano liberare prima Ramadi e la provincia di Anbar.


Alla fine è prevalsa la visione irachena. Gli iracheni, inoltre, hanno fatto per conto loro dei piccoli progressi nella provincia di Anbar. Un nuovo forte supporto americano potrà ridare nuova linfa all’offensiva del bistrattato esercito iracheno.


Le prove generali per la nuova collaborazione USA-Iraq è stata la riconquista di Baiji, una città nel centro dell’Iraq che è stata riconquistata con un forte supporto da parte degli USA.


Baghdad ha scommesso molto sulla riconquista della provincia di Anbar e della sua capitale, Ramadi. La zona, infatti, rischia di finire preda degli sciiti supportati dagli iraniani e a quel punto tutto diventerebbe più difficile per il governo di Baghdad.


Raids


Gli USA cambiano strategia nella lotta all’ISIS


Il terzo obiettivo della nuova strategia sarà l’uso di raid congiunti tra forze speciali americane e dei combattenti locali. Un esempio è stato il raid congiunto tra Delta Force e curdi che ha liberato 70 prigionieri dai carcerieri ISIS e che ha portato alla prima vittima USA nell’operazione contro Daesh.
Questi raid saranno supportati da un aumento delle capacità di intelligence nella zona e avranno l’obiettivo, tra i molti, di riportare sui campi di battaglia combattenti che sono stati tra le mani di ISIS e che dopo torture e maltrattamenti saranno i trascinatori delle forze curde.

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