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Gli USA e la guerra tra Arabia Saudita e Iran

Gli USA si sono trovati nel mezzo di una guerra non dichiarata tra Arabia Saudita e Iran e hanno solo da perderci

Gli USA si sono trovati in una situazione peggiore del solito in medio oriente, la crescente rivalità tra Arabia Saudita e Iran sta rendendo la polveriera mediorientale sempre più pericolosa e gli americani si sono invischiati in questa pericolosa situazione con lo storico accordo sul nucleare iraniano.


L’accordo (Joint Comprehensive Plan of Action o JCPOA) ha il grande merito di rallentare la proliferazione nucleare e di instradare l’Iran verso il lungo viaggio che lo porterà alla moderazione politica ma ha anche la grandissima colpa di aver destabilizzato ulteriormente un’area di per sé poco stabile.
Il JCPOA è ciò che ha portato l’Arabia Saudita ad essere sempre più aggressiva negli ultimi mesi. Aggressività che si è manifestata chiaramente con l’esecuzione del religioso saudita sciita Nimr al-Nimr.


Nimr è stato messo a morte il 2 gennaio durante una esecuzione di massa di oppositori politici, ben 47, la più grande dall’assedio a La Mecca in cui furono messi a morte 63 oppositori. Non c’era nessun motivo particolare per cui Nimr al-Nimr sarebbe dovuto essere messo a morte proprio ora, ci sono criminali condannati per crimini ben peggiori nelle prigioni saudite che stanno aspettando la condanna da molto più tempo, il motivo della esecuzione affrettata è stato senza dubbio l’avvertimento dato dall’Iran all’Arabia Saudita che prometteva conseguenze in caso di esecuzione della condanna a morte a Nimr, molto importante nel mondo sciita iraniano.


La dura presa di posizione degli iraniani aveva fatto pensare a un perdono da parte di re Abdullah ma la sua morte e l’ascesa al potere da parte di re Salman ha portato ad un irrigidimento delle posizioni saudite nei confronti del regime iraniano.


L’uccisone di Nimr ha fatto infuriare gli iraniani ma ha preoccupato gli americani e questo era sicuramente un obiettivo dei sauditi. L’allontanamento dall’alleato storico americano è dovuto ai contatti avuti dagli americani con gli iraniani a loro insaputa, visto come un tradimento a Riyad.


Nonostante l’Arabia Saudita abbia formalmente accettato l’accordo nucleare la preoccupazione riguardo la politica aggressiva da parte degli iraniani nell’area è crescente. Alcuni ufficiali sauditi sono arrivati a prospettare l’ipotesi di un centro per l’arricchimento dell’uranio saudita.


L’attivismo iraniano nell’area, quindi in Libano, Bahrain, Iraq, Siria e Yemen ha fatto si che anche l’Arabia Saudita stia arricchendo il proprio esercito. Riyad ha chiamato dei consulenti occidentali per modernizzare le proprie forze armate con l’intento di guidare una coalizione sunnita.


Gli stati sunniti dell’area si sono preoccupati ancor di più quando Obama ha tentennato riguardo le sanzioni con cui la comunità internazionale avrebbe dovuto colpire l’Iran dopo gli ultimi test effettuati con dei missili balistici.
Un’altra questione che ha preoccupato gli stati sunniti e l’Arabia Saudita più di tutti è stata l’uccisione di Zahran Alloush con un attacco aereo. Alloush non era né un moderato né un amico dell’occidente ma era a capo della forza ribelle più potente e la sua uccisione per mano russa ha distrutto gli sforzi di pacificazione di Riyad degli ultimi mesi.


Come se non bastasse gli USA non hanno commentato l’uccisione di Alloush e agli occhi dei sauditi questo è sembrato un segno che gli Stati Uniti non sono intenzionati a esporsi per i loro alleati. La sensazione a Riyad è che Mosca e Teheran stanno facendo di tutto per scalzare l’Arabia Saudita dalla sua posizione privilegiata nell’area e che i loro alleati, gli americani, non stanno facendo nulla per impedirlo.


Dal canto loro gli americani non capiscono l’insicurezza dei sauditi: sono più ricchi e hanno le armi migliori. Oltretutto i sunniti sono la stragrande maggioranza nel mondo anche se nella penisola arabica l’Arabia Saudita è circondata da nazioni sciite.
Un buon intento, quello di bloccare la proliferazione nucleare, quindi, sta rischiando di far scoppiare la polveriera mediorientale.

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