1408614143_medium_140819-140057_mi190814est_145

I curdi vogliono comprare le armi direttamente dagli USA

I curdi si stanno rivolgendo a dei lobbisti per spingere Washington a vendere loro direttamente le armi, senza passare dall’Iraq

I rapporti tra curdi e USA sono sempre più stretti, a Washington è stata, addirittura, presentata una guida turistica per il Curdistan alla presenza di due senatori, un ex Consigliere per la sicurezza nazionale e l’ambasciatore de facto del Curdistan.


Ora, magari è ancora presto per fare un giro turistico del Curdistan ma questa guida è indicativa del processo di lobbying che l’autorità nazionale curda sta portando avanti a Washington. Attività di lobbying che ha un obiettivo principale: far si che Obama inizi a vendere direttamente le armi ai curdi senza l’intermediazione di Baghdad.


I curdi hanno capito che il miglior modo di smuovere l’agone politico americano è riversare soldi a K street, la strada dei lobbisti, e si aggiungono alle moltissime nazioni che pagano dei lobbisti per promuovere i propri interessi. L’Arabia Saudita ha dichiarato di aver speso 4.36 milioni di dollari da quest’anno alla fine di agosto, 2.1 milioni in più dell’anno scorso nello stesso periodo. Il Qatar nello stesso periodo ha speso 1.35 milioni a differenza dei 427.000 dollari dell’anno precedente.


La situazione di instabilità nel medio oriente ha reso difficile per gli ambasciatori della zona avere informazioni non filtrate, per questo i lobbisti e il loro network di conoscenze è diventato ancora più importante.
I curdi hanno già speso 291.000 dollari con tre agenzie di lobbying diverse e hanno appena firmato un contratto con la quarta, con cui pianificano di spendere altri 200.000 dollari da qui alla fine dell’anno.


Oltre ai soldi spesi per le agenzie di lobbying l’autorità curda sta investendo in pubbliche relazioni con i deputati americani tramite eventi tenuti regolarmente nella nuova, bella, quasi-ambasciata di Washington.
Il tutto per far si che le armi americane destinate a loro non passino dall’Iraq prima di arrivare a loro.
Baghdad, difatti, sta usando le armi per fare pressioni sui curdi nei confronti dei territori da loro controllati, molto ricchi di petrolio e molto ambiti da tutti: curdi, ISIS e iracheni.


Gli USA hanno iniziato a fornire armi a curdi per contrastare l’offensiva del 2014 in cui ISIS minacciava di conquistare Erbil, la capitale del Curdistan iracheno. Da allora i curdi fanno affidamento sulle armi americane per rendere i peshmerga la milizia imbattibile di questi ultimi periodi. Gli USA sono stati però inflessibili, tutte le armi devono passare da Baghdad.


I curdi hanno finanziato con 1.6 milioni di dollari il loro ufficio/ambasciata a Washington e hanno intenzione di continuare a spendere per acquisire influenza all’interno del “complesso e vasto” governo americano come ha sottolineato il direttore dell’ufficio Karwan Zebari.


I curdi sottolineano come stiano combattendo con armi americane contro armi americane che ISIS ha sottratto all’esercito iracheno. E le armi dell’ISIS sono migliori rispetto a quelle che gli americani vendono ai curdi.
Nonostante i Peshmerga stiano conquistando terreno mentre gli iracheni ne stiano perdendo.

TODAY

25 Jun

Sunday

Le Rubriche

Photo Gallery