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Il crollo dei prezzi del petrolio è colpa della Cina?

I prezzi del petrolio sono in continua discesa e la crisi di mercato del più grande importatore potrebbe essere una causa, è così?

La crisi economica cinese ha fatto traballare i mercati mondiali facendo in modo che molti addetti ai lavori credessero che anche il crollo del mercato del petrolio potesse essere ascrivibile alla tempesta cinese ma questo pare non essere il caso. La Cina ha importato una quantità record di barili di petrolio lo scorso anno e quest’anno aumenterà la propria domanda. Il petrolio è l’unico mercato che va ancora alla grande in Cina.


Molti investitori pensano che la Cina stia provando sulla propria pelle l’”hard landing”, il rallentamento del proprio sviluppo. Il PIL dello scorso anno è salito solo del 6.9%, un record in negativo che non si vedeva da venticinque anni, senza considerare che tutti gli operatori di mercato pensano che questi numeri siano gonfiati dal governo.
L’economia reale sembra indicare un rallentamento molto più severo. L’attività industriale è stata in calo per tutto l’anno, il trasporto su rotaia è calato e il consumo elettrico si è stabilizzato.


Il Fondo monetario internazionale ha abbassato le previsioni di crescita globale a causa della crisi cinese. I mercati globali, Dow Jones compreso sono in calo drastico.
I grigi orizzonti dell’economia stanno infettando anche il mercato del greggio, calato del 7% a New York e del 5% a Londra giovedì. Nessuna inversione di tendenza, insomma, e un prezzo calato del 30% dall’inizio dell’anno. Il prezzo al barile si aggira intorno ai 28$, un calo del 75% dall’estate del 2014.


Il prezzo sta calando perché c’è un eccesso di offerta; gli stati OPEC e la Russia stanno ingolfando il mercato e la fine dell’embargo iraniano porterà altro greggio sul mercato. In questa prospettiva la crisi economica del più grande consumatore di petrolio sul mercato non può che far crollare ulteriormente il prezzo.


Sembra ci sia un futuro oscuro per i paesi produttori, peccato che l’anno scorso, nonostante i problemi economici la Cina ha fatto il record assoluto di consumo di petrolio. Nel 2016 si pensa che il consumo continuerà ad aumentare. Come è possibile?


Il rallentamento dell’economia cinese da una crescita del 9% a una del 6/7% non è il dato a cui guardare per un eventuale rallentamento della domanda. Bisogna puntare gli occhi, invece, sul bilanciamento che è in atto da una economia basata sull’industria pesante finalizzata all’esportazione che ha fatto da carburante alla crescita di questi anni verso una economia in cui cresce l’importanza dei servizi e del mercato interno.


Questo spostamento ha avuto un impatto disastroso nei confronti dei paesi produttori di materie prime che in questi anni grazie alla crescita cinese si sono arricchiti come non mai. Il petrolio, invece, ha meno a che fare con l’industria pesante e più a che fare con i consumi della nascente classe media cinese.


La domanda di benzina è cresciuta del 9% l’anno scorso conseguentemente all’aumento del 7% della vendita di macchine, in particolar modo di grossa cilindrata. Il consumo di cherosene per aerei è salito del 15%, il gasolio da riscaldamento è cresciuto del 20%.


Se a questo si aggiunge che la Cina sta riempiendo i propri depositi strategici approfittando del basso pezzo del petrolio si capisce come la domanda non sia per nulla calata.

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