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Il Giappone tornerà ad avere un esercito

Il Giappone, senza un esercito dalla fine della seconda guerra mondiale, tornerà ad avere un esercito

Il Giappone dopo la fine della seconda guerra mondiale si impegnò a non ricostituire un esercito, la costituzione post-bellica, dettata dagli americani, rendeva uno dei paesi più bellicosi del mondo uno stato pacifista.
In questi giorni il Giappone sta prendendo una strada diversa e, paradossalmente, le persone più contente di questa svolta sono gli stessi che gliel’avevano proibita anni fa, gli Stati Uniti.


In gennaio il primo ministro Shinzo Abe ha appoggiato un piano di aumento del budget per la difesa che è arrivato a 42 miliardi di dollari. I fondi destinati alla difesa sono in crescita da tre anni e pur rimanendo una percentuale molto bassa del PIL ora gli investimenti nella difesa iniziano a diventare sensibili.


Ogni aumento della spesa per la difesa, inoltre, in Giappone crea polemiche perché le Forze di auto-difesa, l’esercito giapponese, ha compiti esclusivamente difensivi secondo la costituzione. Quando il governo stava per approvare 11 disegni di legge che avrebbero dato all’esercito più poteri molti dimostranti si sono ammassati fuori dal Parlamento.


Abe ha promesso di spendere 240 miliardi di dollari tra il 2014 e il 2019 in nuovi aerei, navi e droni per l’esercito. In queste spese sono compresi F-22, F-35 e droni Global Hawk, tutti di fabbricazione americana. Abe ha anche formato una struttura militare sull’esempio americano.


Gli americani e i giapponesi sono alleati di lunga data, da appena dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Nonostante la carneficina nel Pacifico e le due atomiche di Hiroshima e Nagasaki. Durante la visita a Washington di Abe le due nazioni hanno sottolineato la necessità di avvicinarsi ancora di più e Abe è arrivato a dichiarare: “Come possiamo chiamare questo se non un miracolo della storia? Nemici che hanno combattuto fieramente gli uni contro gli altri che sono diventati amici uniti nello spirito”.


Durante la visita di Abe a Washington è stata presentata anche la Join Defense Guidelines che permetterà una maggiore cooperazione militare tra gli stati. Il Giappone è già sotto la protezione degli Stati Uniti, sia per quanto riguarda gli attacchi convenzionali che riguardo quelli nucleari. Una protezione che ora come ora gioca a favore del Giappone.


Tokyo è sta tentando di portare maggior forza militare nell’area anche a causa del contenzioso con la CIna per le isole Senkaku o Diaoyu come le chiamano i cinesi; cinesi che stanno costruendo aeroporti militari nelle isole.


La Cina, difatti, ha reagito in modo piuttosto netto nei confronti del voto del parlamento Giapponese richiamando il Giappone alla strada della pace e ribadendo la sua sovranità sulle isole contestate. Certo che pensare che il Giappone possa mettere a rischio la sovranità di uno stato che per quanto riguarda a spese per la difesa è secondo solo agli Stati Uniti suona un po’ ridicola.


Comunque sia il Giappone sa che non potrà sempre stare sotto l’ombrello nucleare americano per cui un incremento nelle spese della difesa è inevitabile e per gli americani è un doppio guadagno: non dovranno più occuparsi del Giappone e, anzi, gli venderanno attrezzatura molto costosa. Quello che si dice strategia win win.

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