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Il governo degli Stati Uniti ha chiesto ad Apple di rendere iOS vulnerabile

Tim Cook, CEO di Apple ha pubblicato una lettera in risposta alla richiesta del governo USA di rendere iOS vulnerabile per aiutarli nelle indagini criminali

Il CEO di Apple, Tim Cook ha risposto con una lettera aperta alla richiesta di un giudice che sta indagando sul massacro di San Bernardino di cambiare il software che Apple usa per iPhone, iOS, per renderlo vulnerabile grazie a una backdoor che permetterebbe agli inquirenti di penetrare i dispositivi degli indagati.


Per la precisione un giudice federale ha ordinato ad Apple di aiutare il governo statunitense a sbloccare e decriptare l’iPhone 5C che apparteneva a Syed Rizwan Farook, l’uomo che insieme alla moglie ha sparato a un gruppo di persone a San Bernardino nello scorso dicembre.


Nel passato Apple ha aiutato le autorità competenti a estrarre dati da iPhone dopo aver ricevuto una richiesta ufficiale. Da iOS 8, tuttavia, la criptazione totale è stata abilitata di default, un decisione presa, appunto, per evitare queste richieste da parte dei governi. “Al contrario dei propri concorrenti Apple non può superare il vostro codice per cui non può accedere ai vostri dati” avevano dichiarato da Cupertino al tempo della distribuzione di iOS 8. In questo modo è tecnicamente impossibile per Apple aiutare i governi che richiedono l’accesso ai propri dispositivi.


Tim Cook ha, tuttavia, risposto in modo aggressivo alla richiesta del governo e nella sua lettera, dopo aver spiegato perché una criptazione sia necessaria e aver brevemente raccontato la strage di San Bernardino ha spiegato nello specifico cosa ha chiesto il giudice:


Abbiamo grande rispetto per i professionisti dell’FBI e crediamo che le loro intenzioni siano buone. Fino a questo momento abbiamo fatto tutto quello che è in nostro potere, nel rispetto della legge, per aiutarli. Ora il governo statunitense ci ha chiesto qualcosa che, semplicemente, non abbiamo e che consideriamo troppo pericoloso da creare. Ci hanno chiesto di costruire una backdoor per iPhone.


Nello specifico l’FBI ci ha chiesto di fare una nuova versione del sistema operativo per iPhone, passando sopra a diverse caratteristiche di sicurezza molto importanti, e di installarlo sull’iPhone che hanno recuperato durante l’inchiesta. Nelle mani sbagliate questo software, che oggi non esiste, avrebbe il potenziale per sbloccare qualsiasi iPhone fisicamente in possesso di chiunque.


L’FBI può usare parole differenti per descrivere il tool ma non illudetevi: costruire una versione di iOS che superi le impostazioni di sicurezza in questo modo creerebbe inevitabilmente una backdoor. Il governo può argomentare che l’uso sarebbe limitato a questo caso ma non c’è modo di garantirlo.


L’ordine della corte, difatti, era questo:


L’assistenza tecnica di Apple deve provvedere a queste tre importanti funzioni: (1) superare la funzione di auto cancellazione sia che sia abilitata sia che non lo sia; (2) abiliterà l’FBI a mandare password al dispositivo in oggetto allo scopo di testarlo tramite la porta fisica, Bluetooth, Wi-Fi o altri protocolli disponibili sul dispositivo e (3) assicurerà che quando l’FBI inserirà password nel dispositivo in questione il software non introdurrà automaticamente nessun ritardo aggiuntivo tra i tentativi di inserimento al di là di quanto il dispositivo Apple non abbia già.


In pratica, ora, ci sono delle misure preventive per evitare che qualcuno prenda il vostro iPhone e vi entri usando un attacco brute force. L’FBI vorrebbe una backdoor che permetterebbe questo tipo di attacchi con un modo di inserire la password tramite la presa Lightning e che non ci sia tempo da aspettare tra un inserimento e l’altro. In questo modo penetrare nel dispositivo diventerebbe molto facile.


Apple si sta opponendo all’ordine in quanto, secondo loro, nessuna compagnia americana è mai stata costretta a mettere i suoi clienti davanti ad un rischio così grande. Cook ha specificato che stanno combattendo contro le richieste dell’FBI con grande rispetto per la democrazia americana.

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