haqqani

Il nuovo numero 2 dei talebani è un personaggio affascinante

Sirajuddin Haqqani è il nuovo numero 2 dei talebani ed è sulla lista dei most wanted della CIA, un criminale e un idealista

La nuova leadership dei talebani in Afghanistan potrebbe essere particolarmente problematica per gli statunitensi. L’erede designato del Mullah Omar, Mullah Akhtar Mansour ha scelto come secondo Sirajuddin Haqqani, il capo della milizia più violenta del paese. Un falco nel panorama afghano.


Haqqani è il leader dell’Haqqani network, un gruppo affiliato ad al-Qaeda che è stato una vera spina nel fianco per gli USA in Afghanistan. Il network di Haqqani è stato il primo ad usare gli attentati suicidi in modo regolare. Gli uomini di Haqqani hanno portato a termine alcuni degli attentati più sanguinari della storia recente dell’Afghanistan, incluso l’attentato del 2009 alla stazione della CIA nell’Afghanistan dell’est che lasciò sul campo 7 spie americane e ed è stata una delle tragedie più grandi per la CIA negli ultimi anni.


Gli statunitensi pensano che il gruppo di Haqqani sia responsabile per l’uccisione di centinaia di americani e migliaia di soldati afghani. Il dipartimento di stato sostiene che il suo gruppo sia il più letale in Afghanistan e ha messo una taglia da 10 milioni di dollari a chi può dare informazioni che porterebbero alla sua cattura o uccisione.


Il gruppo di Haqqani è aggressivo e disciplinato così come fortemente ideologizzato. Haqqani è molto pratico e senza pietà, non ha problemi a fare business per finanziare le proprie attività.
Il gruppo Haqqani è fondato dal padre di Sirajuddin Haqqani, Jalaluddin, un combattente leggendario che è stato uno degli alleati più grandi degli americani nel periodo dell’invasione sovietica. Il padre di Haqqani è probabilmente morto ma il figlio ha salde le redini del potere all’interno del gruppo.


La salita al potere del giovane Haqqani serve a ricordare che i nuovi capi possono essere ancora più violenti e spietati d quelli vecchi, un cambio al potere non è necessariamente positivo.
Hussain Haqqani, un ex ambasciatore pakistano negli Stati Uniti, descrive Sirajuddin Haqqani come una via di mezzo tra Tony Soprano e Che Guevara. Un uomo guidato dall’ideologia che non si fa problema a trafficare in droga o effettuare rapimenti a scopo di estorsione per finanziare le proprie attività militari. La sua criminalità si ciba della sua ideologia e la sua ideologia si ciba della sua criminalità”. La nuova leva non è come quella vecchia, le attività criminali sono un modo accettato di reperire fondi per la lotta.


Jalaluddin era un buon amico degli americani, nel 1987 il parlamentare Charlie Wilson, interpretato da Tom Hanks ne “La guerra di Charlie Wilson”, stette 4 giorni con Haqqani a combattere contro i sovietici e i due hanno anche una foto insieme.
La CIA diede una quantità spropositata di soldi e armi a Jalaluddin. Era così importante per gli americani che quando fu colpito da un colpo di arma da fuoco al ginocchio la CIA gli mandò una macchina a raggi X portatile per aiutarlo a trovare il proiettile. Haqqani, duro e puro, nell’operazione che ne conseguì si rifiuto di prendere medicine in quanto era Ramadan e avrebbe dovuto interrompere il digiuno. Mise un pezzo di legno tra i denti e disse al medico di cercare il proiettile con un coltello.


Gli Haqqani sono molto vicini anche all’ISI, i potentissimi servizi segreti pakistani, che hanno protetto e finanziato il gruppo in molte occasioni.


Molti osservatori sostengono che la faida tra gli Stati Uniti e il gruppo di Haqqani si sarebe potuto evitare quando nel 2002 dei rappresentanti di Jalaluddin e alcuni rappresentanti americani si incontrarono negli Emirati Arabi Uniti per discutere l’ingresso del vecchio Haqqani nel nuovo governo Karzai in cambio della deposizione delle armi da parte dei combattenti del gruppo. Le due parti non riuscirono a trovare un accordo e da lì il sangue scorse a fiumi.


Il figlio, Sirajuddin è visto come più estremista dal punto di vista ideologico e come più spietato, ad esempio non si è mai fatto problemi a colpire civili.
Gli IED usati da Haqqani sono più sofisticati dei classici IED dei talebani, possono essere fatti scoppiare in remoto.
Gli Stati Uniti hanno provato molte volte a uccidere Haqqani. Nel 2013 hanno portato a termine un attacco con un drone che ha ucciso alcuni dei comandanti anziani del gruppo, il fratello di Sirajuddin, Nasiruddin è stato ucciso in una sparatoria vicino a Islamabad.


Non è ancora chiaro cosa significherà per i colloqui di pace la salita al potere del leader del gruppo Haqqani, un rappresentante del network era ai precedenti colloqui a Islamabad. Quel che pare certo è che loro non hanno alcun interesse a parteciparvi e se decidessero di farlo sarebbe su richiesta dei pakistani, loro amici e finanziatori.

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