Il Qatar perderà la Coppa del mondo del 2022?

Con le dimissioni di Sepp Blatter da presidente della FIFA anche la Coppa del mondo del 2022 in Qatar è stata messa in discussione

Il destino della Coppa del mondo di calcio del 2022 in Qatar è sempre più in bilico dopo le dimissioni dell’appena rieletto presidente della FIFA Sepp Blatter coinvolto, per ora in modo tangenziale, da quello che sembra essere uno dei più grandi scandali della storia dello sport.
Una fonte di Buzzfeed ha rivelato che ai componenti del comitato qatariota per la Coppa del mondo è stato consigliato di non entrare in territorio statunitense per non correre il rischio di essere arrestati.


Le dimissioni di Blatter hanno colto tutti di sorpresa e sono arrivate dopo le voci di un coinvolgimento diretto del suo delfino e Segretario generale dell’organizzazione Jerome Valcke, accusato di aver passato una tangente a uno dei funzionari FIFA già arrestati, Jack Warner, il vicepresidente FIFA di Trinidad e Tobago.


Il Qatar ha negato di aver consigliato, tramite i propri avvocati americani, di viaggiare negli Stati Uniti ma l’informatore rivela che le autorità del piccolo e ricco stato arabo hanno paura che venga investigato il processo di assegnazione della Coppa del 2022 e che ci sia un rischio legale per i membri del comitato qatariota oltre che il rischio che la Coppa venga riassegnata.
L’unica persona del comitato che può viaggiare negli Stati Uniti è Sheikh Mohammed bin Hamad bin Khalifa al-Thani dato che è protetto dall’immunità dimplomatica.


L’assegnazione della Coppa del mondo del 2022 è già stata bersaglio di numerosissime indiscrezioni che suggeriscono che il membro anziono del comitato, Mohamed bin Hamman ha creato un vero e proprio sistema di tangenti multinazionale per ottenere l’assegnazione della manifestazione. La decisione di assegnare la Coppa al Qatar ha da sempre fatto sollevare più di un sopracciglio: il Qatar è un minuscolo stato desertico della penisola araba, non ha praticamente nessuna infrastruttura dedicata al calcio e le temperature, in estate quando tradizionalmente si tiene la coppa, arrivano ai 50 gradi creando un rischio per atleti e spettatori.


Blatter è sempre stato uno strenuo difensore della scelta del Qatar ha sempre protetto la famiglia reale del Qatar dalle accuse di corruzione che si sono succedute dal momento in cui il nome del piccolo stato è uscito dall’urna. Blatter, curiosamente, è diventato uno strenuo successore del Qatar dopo che bin Hamman ha rinunciato alla candidatura alla presidenza FIFA ne 2011. Da quel momento Blatter si è rifiutato di riapre i voti per l’assegnazione della manifestazione del 2022 nonostante l’enorme quantità di prove dell’illegalità della votazione. Heidi Blake e Jonathan Calvert hanno pubblicato una infinità di mail che documentano le tangenti.


La situazione è scappata di mano a Blatter e a qatarioti quando il commissario plenipotenziario che la stessa dirigenza FIFA aveva chiamato per indagare sul caso corruzione, Michael Garcia, si è dimesso in polemica alla pubblicazione del suo rapporto. Il rapporto di Garcia, ex procuratore dello stato di New York, pare fosse un esplosivo memorandum di 200 pagine che è stato ridotto dalla FIFA in 42 inoffensive pagine.


Tutto sembrava passare, ancora una volta, in cavalleria fino a quando gli Stati Uniti, arrivati secondi nella corsa all’assegnazione dei mondiali 2022, hanno chiesto l’arresto di 14 ufficiali FIFA proprio prima della votazione per la rielezione, che sembrava segnata. Blatter è riuscito a farsi rieleggere ma pochi giorni dopo l’FBI, che si occupa delle indagini, ha lanciato la seconda bomba: il coinvolgimento di Valcke, il secondo di Blatter.


Dopo le richieste dell’FBI le procure di mezzo mondo sembrano essersi svegliate dal sonno fatato in cui l’ex colonnello dell’esercito svizzero le aveva fatte precipitare.


I mondiali in Russia sembrano essere ormai “sicuri”, per inciso anche Putin è uno strenuo sostenitore di Blatter, ma le probabilità del Qatar di conservare il mondiale ora sono ridotte a un lumicino.

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