TTIP

Il TTIP spaventa la Russia

Il TTIP sta sollevando moltissime polemiche e russi sembrano spaventati

Il TTIP o Transatlantic Trade and Investment Pact è un gigantesco accordo commerciale tra Europa e USA che ha sollevato molte polemiche e che ha diversi strenui oppositori, a questa schiera si sono aggiunti i russi.


I sospetti russi sono facili da capire, un accordo di questo tipo stringerà l’Europa e gli USA in un abbraccio ancora più stretto di quello in cui si trovano ora. Qualcuno chiama il patto la “NATO economica” e tanto quanto Putin si è opposto allo sviluppo della NATO a est il presidente russo combatte lo sviluppo della NATO economica.


Vladimir Chizhov, l’ambasciatore russo a Bruxelles ha dichiarato che Mosca sta guardando l’accordo da vicino. La Russia da tempo sta tentando di stringere rapporti sempre più stretti con gli europei e non vedo di buon occhio il fatto che i vicini a lungo “coltivati” vengano attirati, ancora di più nella sfera d’influenza statunitense.


Nonostante l’ingresso della Russia, nel 2012, nella World Trade Organization dopo 18 anni di negoziazioni le cose non vanno benissimo per Mosca. Dopo l’annessione della Crimea e le successive sanzioni economiche la crisi economica si era già fatta sentire ma i bassi prezzi del petrolio hanno dato l’ultima spinta verso il baratro per i russi. In aggiunta a questo con il TTIP a ovest e il TPP a est la Russia si sente sempre più isolata.
I russi sostengono che questi due accordi lasceranno fuori la Russia e altre importanti economie emergenti come Cina e India da accordi che regoleranno i due terzi del commercio mondiale.


La Russia teme questo accordo perché USA ed Europa sono già gli attori più forti nell’arena internazionale e con un accordo cdi questo tipo modelleranno il mercato internazionale a loro piacimento. Chi rimarrà fuori dovrà adattarsi agli standard transatlantici per fare affari.


Le esportazioni russe nei confronti dell’UE dopo le sanzioni sono calate del 25% e il dato diventa ancora più negativo quando si pensa che l’UE è il principale mercato estero per i russi con circa il 50% del commercio totale.


La preoccupazione, resa pubblica, sembra indicativa del fatto che gli accordi, dopo anni, potrebbero essere a un punto di svolta nonostante le forte opposizioni da parte del pubblico in stati come Germania e Austria: durante l’ultima visita di Obama in Germania migliaia di persone sono scese in strada ad Hannover per manifestare contro l’accordo.


Putin ha cercato di creare un accordo alternativo, l’EEU o Eurasian Economic Union, che vada da Vladivostok a Lisbona (dixit). L’EEU, però, non è stato un successo, per ora oltre la Russia partecipano Armenia, Bielorussia, Kazakistan e Kyrgyzistan. Nonostante i ripetuti inviti russi agli stati europei nessuno si è detto disponibile a negoziare un accordo, anzi, stati come Georgia, Moldova e Ucraina, una volta sotto influsso economico russo hanno snobbato l’EEU per tentare di creare accordi bilaterali con l’UE.


Il rifiuto dell’Ucraina che è la seconda economia per grandezza nell’area post-sovietica è stato particolarmente doloroso per i russi. La mancata adesione ucraina e la volontà di Kiev di negoziare un accordo con l’UE è alla base della guerra in Ucraina e dell’annessione della Crimea.

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