Dove inizierà la terza guerra mondiale?

L’elezione di Trump e l’aggressività di Putin potrebbero avere conseguenze disastrose sull’Europa e sul mondo intero

Gli stati baltici sono sempre più sotto pressione, non è sfuggito a nessuno, e il loro destino dipenderà probabilmente dal nuovo presidente americano, Donald Trump. Quasi sicuramente non ci sarà una invasione ma sarà qualcosa di più subdolo.


Putin ha un obiettivo e una strategia chiara.
Secondo alcuni il presidente russo è guidato da una necessità che scaturisce dalla razionalità: l’espansione della NATO è una minaccia per la Russia e combattere questa espansione è una necessità difensiva. L’occidente ha allargato la sua sfera di influenza a spese della Russia e ora la Russia sta rispondendo. Questa logica è stata usata da molti accademici per spiegare l’invasione russa dell’Ucraina ma corrisponde alla realtà?


Probabilmente no. Putin, più verosimilmente, è guidato dalla sua percezione dei suoi interessi personali che sono a loro volta generati dai suoi valori, dalla sua volontà, ideologia e religione.
Putin crede che l’egemonia russa nei territori a lei adiacenti sia necessaria per questioni di sicurezza perché crede a un compito supremo della sua nazione. Putin non è semplicemente nazionalista ma è nazionalista al modo russo, per cui allo stato si affianca la religione, il destino e un certo messianismo. La Russia vede se stessa come la guardiana della cristianità ortodossa e ha la missione di proteggere ed espandere il suo credo.


Una Russia veramente razionale non vedrebbe la NATO o l’Unione europea come una minaccia ma come una opportunità di crescita. Un ordine liberale è aperto e inclusivo e migliorerebbe la sicurezza e la prosperità di uno stato minacciato da molte parti e in profonda crisi economica. I russi, non solo Putin, non riescono a considerare l’occidente sotto questa ottica perché nella loro forma di nazionalismo religioso è la culla della vita senza valori, una forza inesorabile che spinge verso l’annullamento dei valori nazionali.


In questa ottica la NATO non è il benevolo garante dell’ordine in Europa ma è un ostile agente occidentale che ha come obiettivo bloccare la missione russa che la porterà alla grandezza globale. Per questo Putin vuole distruggere la NATO, nello specifico rendendo l’articolo V del Patto Atlantico una clausola senza valore.


Putin è già riuscito a far perdere credibilità alla NATO. Quando la Russia ha invaso l’Ucraina e la Georgia ad esempio. I due stati non erano membri della NATO ma erano in procinto di diventarlo e lo aveva dichiarato pubblicamente; anzi, si stavano preparando ufficialmente ad iniziare il processo di adesione.


Le invasioni russe in Georgia e Ucraina hanno portato alla creazione di territori disputati, Ossezia del Sud, Abkhazia e Crimea, occupati da soldati russi. Nessuno stato può entrare nella NATO con dei territori occupati dai russi.


La situazione per i russi non è mai stata così favorevole dalla fine della Guerra Fredda: l’Unione Europea e fratturata; membri della NATO stanno mettendo in dubbio l’alleanza e il prossimo presidente americano è favorevole alla Russia come nessun altro leader americano è mai stato.


Il prossimo punto del piano di Putin è assai pericoloso: l’invasione dei paesi baltici, tutti membri della NATO. Putin non manderà l’esercito in uniforme, in questo caso anche il membro più freddo della NATO non potrebbe fare altro che rispondere in modo aggressivo, ma inizierà ad istigare rivolte organizzate militarmente usando personaggi non direttamente collegabili al Cremlino. I Lettoni e gli Estoni hanno un quarto di russi etnici nei loro territori.
Ci saranno le prime sommosse e i leader ribelli inizieranno a lamentare persecuzioni, chiederanno protezione internazionale. Un piccola ma ben armata e addestrata armata comparirà dal nulla. Alcuni leader saranno assassinati e ci sarà qualche attentato: i paesi baltici saranno sull’orlo della guerra civile.


La Russia metterà il veto su ogni risoluzione del consiglio di sicurezza dell’ONU ma si offrirà come peacekeeper unilaterale. A questo punto il consiglio di sicurezza della NATO si incontrerà e gli stati come la Polonia guideranno il fronte dei falchi, invocheranno l’uso dell’articolo V mentre i tedeschi e i francesi saranno i pompieri del gruppo. Tutti aspetteranno la decisione degli Stati Uniti a questo punto.


Se la NATO non invocherà l’articolo V in questa occasione diventerà totalmente inutile. Nessun membro della NATO si fiderà più del Patto Atlantico, molti stati penseranno di avvicinarsi alla Russia vedendo un cambiamento del bilanciamento globale delle forze e altri, come i polacchi, inizieranno a militarizzarsi pesantemente. L’Europa sarà definitivamente fratturata.
Allo stesso modo se la NATO deciderà di invocare l’articolo V sarà una sorta di dichiarazione di guerra alla Russia e il nuovo presidente Trump avrà intenzione di rischiare la terza guerra mondiale per degli staterelli che forse non ha nemmeno idea (lui come la maggior parte degli americani) di dove siano?

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