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John Elkann è diventato proprietario di tutti e tre i più grandi giornali italiani

La famiglia Elkann ha perfezionato un accordo tra Stampa e Repubblica per creare un nuovo polo dell’informazione italiana

Una notizia sorprendente ha scosso l’editoria italiana, il secondo e il terzo giornale, per tiratura, si sono uniti formando un polo dell’informazione di una grandezza mai vista in Italia.
L’accordo è tra Itedi, il gruppo della famiglia Agnelli e di quella Perrone in cui sono presenti Stampa e Secolo XIX e il gruppo editoriale L’Espresso di De Benedetti, editore della Repubblica.


Elkann, per ora, è anche l’azionista di riferimento di RCS, l’editore del primo giornale italiano, il Corriere della Sera ma FCA ha deciso di uscire direttamente dalla proprietà distribuendo le proprie quote ai suoi azionisti. In pratica ora Elkann ha quote considerevoli nei tre più grandi giornali italiani. Una riedizione nel mondo dell’informazione del caso Mondazzoli, la fusione tra Mondadori e Rizzoli.


L’accordo era stato anticipato da Il Foglio, il quale ha pubblicato anche nuove anticipazioni sulle prossime mosse. Secondo Claudio Cerasa, il direttore del Foglio, Cir, la holding di De Benedetti, rileverà Itedi S.p.A., attualmente al 77% di FCA e al 23% della famiglia Perrone, e Elkann rileverà il 25% del Gruppo Espresso in cui Cir scenderà sotto il 50%. L’operazione è stata voluta e organizzata da John Elkann e Rodolfo De Benedetti. Il Foglio parla anche di un forte interesse di Urbano Cairo per le quote di Elkann in RCS.


La Stampa e Repubblica sono sempre stati particolarmente vicini, Ezio Mauro, direttore storico di Repubblica era stato direttore della Stampa, l’attuale direttore Calabresi è arrivato anche lui a Repubblica dalla Stampa dopo aver rischiato di diventare direttore del Corriere della Sera dopo la scalata di Elkann al giornale di via Solferino.


Questa acquisizione è l’ultimo di una lunga serie di investimenti per quanto riguarda Elkann nel mondo dell’editoria; dopo RCS c’è stato l’Economist scalato grazie all’acquisto delle quote del gigante Pearson e ora il Gruppo Espresso.
Qualche malpensante sostiene che l’idea di una convergenza con Repubblica sia maturata dopo il tentativo di convergenza tra Corriere della Sera e Stampa sfumata dopo l’opposizione dell’ex direttore Ferruccio de Bortoli.


I giornali nazionali per ora non si espongo nei commenti ma la situazione è peculiare: un direttore che ha diretto due dei più grandi giornali ed è stato molto vicino a dirigere il terzo grande giornale; un editore che possiede quote considerevoli di tutti e tre i grandi giornali. La competitività tra i più grandi giornali è un’utopia. Se volessimo leggere un commento di una firma importante sulla fusione e volessimo che questa firma non avessi conflitti d’interesse a chi ci rivolgeremmo?
Una situazione di monopolio di questo tipo è quasi esclusivamente italiana: informazione, editoria o televisione.

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