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John Elkann, il nuovo re dei media

John Elkann è diventato il più importante socio dell’Economist dopo la conquista di RCS ed è salito alla ribalta internazionale

In Italia se si pensa a un re dei media tutti pensano a Silvio Berlusconi ma ora rischieremmo di sbagliarci.
John Elkann è salito alla ribalta europea con la recente acquisizione della quota di Pearson nell’Economist ma questa è stata solo l’ultima delle operazioni che l’erede di Gianni Agnelli ha messo in piedi.


John Elkann è un re dei media atipico; al contrario di Berlusconi non è avvezzo ai flash dei fotografi, pare non avere opinioni politiche e sale agli onori della cronica sempre a causa di notizie che lo coinvolgono di riflesso: quando si parla di FIAT; quando si parla di RCS, quando si parla di Economist o quando Diego Della Valle lo insulta mezzo stampa.


La Exor, la cassaforte della famiglia Agnelli, acquisterà la quota di Pearson, il gigante dell’editoria educativa, per 405 milioni di euro. Una volta ottenuti i permessi dei soci e degli organismi regolatori la Exor controllerà il 43.4% dell’Economist.


La Exor ha già, storicamente, il controllo de La Stampa e la quota di maggioranza di RCS MediaGroup che controlla tra gli altri il Corriere della Sera, il più grande giornale italiano. Meno conosciuto a è la quota che Exor ha in Banijay, grande compagnia di produzione francese dove sono presenti anche DeAgostini e Bernard Arnault, il patron di LVMH.


L’investimento in Economist è uno degli esempi più luccicanti della volontà di Elkann di affrancarsi dai campi più tradizionali di investimento della famiglia e diversificare il portafoglio di Exor.
John Elkann si allontana sempre di più dalla figura del nonno Gianni. Un Casanova protagonista del Jet set internazionale uno e un uomo riservato e tranquillo l’altro; un uomo conosciuto per la sua sagacia con uno che, a volte, sembra naive anche se sicuramente non lo è.


Jaki è stato messo nel consiglio di amministrazione di FIAT a 21 anni dopo la morte dell’erede designato di Gianni, il figlio del fratello Umberto Giovanni Alberto, a soli 33 anni.
Nonostante la differenza di carisma, però, Gianni Agnelli ereditò una multinazionale tra le migliori al mondo e la portò sul’’orlo della chiusura mentre John Elkann ha risollevato le sorti del grande malato italiano, la FIAT.


Il merito del cambiamento di direzione in FIAT è di solito accreditato a Sergio Marchionne, il terribile (a quanto si dice) gigante italo-canadese che, però, fu scelto dallo zio di John, Umberto Agnelli.
Se all’inizio della sua esperienza in FIAT le grandi decisioni, forse, venivano prese dai vecchi consiglieri di Gianni come Gabetti o Grande Stevens ora sembra aver preso le redini del comando in modo deciso.


A lui si deve la nuova linea nella gestione di Exor, sempre meno legate al settore automobilistico e all’Italia. Nello stesso periodo dell’acquisto delle quote di Economist Elkann ha portato a termine la scalata ostile nei confronti di PartnerRe, una grande compagnia di riassicurazioni. Una serie di acquisti così in Italia non ha eguali.


L’acquisto di Economist potrebbe essere solo l’inizio dell’espansione nel mondo dei media dato che alcune fonti bene informate sostengono che Elkann sostenga che il settore comincerà ad espandersi e che la crisi è dovuta solamente al passaggio da un modo di usufruire del servizio all’altro, dalla carta stampata a internet. Il tempo ci dirà se l’erede per caso della dinastia Agnelli è davvero così lungimirante.

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