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Kim Jong Un sta perdendo consensi all’interno dell’esercito

Kim Jong Un ha ucciso un altro generale dell’esercito, il terzo in un breve periodo e il pericolo di un colpo di stato aumenta

Sembra essere un periodo storico in cui è molto pericoloso essere un generale in Corea del Nord. Ri Yong Gil era uno dei generali più importanti all’interno della gerarchia dell’esercito nordcoreano ed è stato giustiziato pochi giorni fa secondo tutte le agenzie/giornali/televisioni che si occupano di Corea del Nord.
Secondo la CNN le accuse erano di aver creato un gruppo di potere, di aver abusato della propria autorità e di corruzione.


Kim Jong Un sembra voler mantenere il controllo dell’esercito facendo piazza pulita nella vecchia guardia che in Corea del Nord è un vero e proprio centro di potere.
Ri è stato visto in pubblico l’ultima volta il 5 gennaio, nello stesso periodo in cui il piccolo regime comunista dichiarò di aver fatto un test con una bomba H. Il generale aveva partecipato a una ispezione dell’artiglieria schierata sulla costa insieme al supremo leader.


La notizia non ha sorpreso gli osservatori di fatti nordcoreani. Il generale Pyon In Son è stato giustiziato l’anno scorso per insubordinazione, per la precisione aveva rifiutato di rimpiazzare alcuni ufficiali di basso grado.
Il generale Hyon Yong Chol, ministro della difesa della Corea del Nord è stato giustiziato poco dopo per essersi addormentato ad un evento pubblico a cui presenziava Kim Jong Un e per disobbedienza. L’accusa specifica era “burocrazia favorevole ai militari”.


Alcuni osservatori considerano queste uccisioni come la prova che Kim Jong Un è al comando, che è saldo al comando al punto da poter uccidere chiunque desideri, indipendentemente da quanto potente esso sia. In realtà è la dimostrazione che la situazione è assai fluida tra la nomenklatura; se Kim fosse veramente in controllo non ci sarebbe bisogno di questi continui spargimenti di sangue.


L’esecuzione del ministro della Difesa, in particolare, è stata portata a termine davanti a centinaia di militari con un cannone contraereo a breve distanza. Il cruento spettacolo era un messaggio a tutto l’esercito, ha ricordato a tutti chi è davvero in comando.
D’altronde Kim da quando è salito al potere ha ucciso più di cento esponenti della nomenklatura norcoreana.


Kim ha un rapporto difficile con i militari a differenza del nonno e del padre. Il nonno, Kim Il Sung, era riverito dai militari, d’altronde salì al potere grazie al suo ruolo di comandante di un piccolo esercito che aveva combattuto gli invasori giapponesi. Il padre, Kim Jong Il, si guadagno il favore dell’esercito mettendolo al centro di ogni progetto economico nordcoreano.
Kim Jong Un, al contrario, ha pian piano ridotto il potere dei militari togliendo all’esercito, ad esempio, il controllo delle esportazioni, l’attività più redditizia in Corea del Nord.


Kim, al contrario, sta mettendo sempre più dirigenti del Partito comunista dei lavoratori in posizioni di potere che sotto il padre e il nonno spettavano all’esercito.
Ri si pensa abbia avuto a che ridire sulla nomina di dirigenti del partito in posti di tradizionale comando militare.


Fino ad ora Kim è riuscito a tenere in mano l’esercito grazie alla sua discendenza, divina secondo quanto insegnato nelle scuole nordcoreane, senza di lui il paese si disgregherebbe e i generali perderebbero il loro potere ma il suo “stile” di governo sta facendo alzare più di un sopracciglio al gotha dell’esercito.


Secondo Radio Free Asia, ad esempio, sono stati trovati degli esplosivi nella controsoffitatura dell’aeroporto di Wonsan alla fine dello scorso anno appena prima di una visita di Kim. L’attentato è fallito perché i leader dell’esercito lo supportano ancora ma se la paura prendesse il sopravvento il supremo leader potrebbe fare una brutta fine.

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