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La Chevrolet Bolt è un’auto rivoluzionaria (e piuttosto brutta)

La General Motors ha presentato la Chevrolet Bolt, l’auto che rivoluzionerà il mercato delle automobili

Ha debuttato negli USA la Chevrolet Bolt ed è difficile pensare a come non possa essere un successo.
La Bolt non sarà una macchina per tutti, ad esempio se uno vuole assolutamente i sedili in pelle o fare lunghi viaggi in mezzo al nulla o trascinare un caravan la nuova Chevrolet non farà per lui; in caso contrario la nuova Bolt soddisferà le esigenze dei suoi proprietari.


Molti si aspettano che le macchine elettriche siano piccole, costose e lente o costosissime e molto veloci, la General Motors ci ha mostrato che non è così.
La Bolt non è piccola, noiosa o lenta, per giunta ha una durata di quasi 400 Km con una singola carica.


La nuova Chevrolet, che probabilmente in Europa sarà commercializzata come Opel, non è bellissima ma sicuramente è pragmatica.
La forma è strana, tronca e alta, ma permette al guidatore di stare in alto e nonostante questo la macchina rimarrà spaziosa, anche per i passeggeri che si sederanno dietro.
La forma ricorda quella della Honda HR-V, qualcosa la BMW i3, niente di troppo futuristico, una normalissima macchina da famiglia, neppure troppo grossa.


Sulla strada la macchina ha delle prestazioni sorprendenti: da 0 a 100 in 7 secondi e 150 Km/h di velocità massima, raggiunti in fretta grazie al motore elettrico e alla relativa leggerezza. Lo sterzo è preciso grazie al basso baricentro dovuto alla batteria, una batteria da 60 Kw al litio, come quelle dei cellulari.


La batteria della coreana LG è il singolo pezzo più costoso della macchina, alla GM costa un po’ di più di 8.500 €, che paragonato ai circa 200 € che costa al gigante fare un motore a benzina è una cifra impressionante. Per questo Chevrolet ha risparmiato sul resto. Gli interni sono interamente in plastica e gomma e danno una sensazione di povertà decisamente inferiore al costo, intorno ai 30.000€. La sensazione è quella di un mobile dell’IKEA, carino, funzionale ma non eccelso per quanto riguarda la manifattura.


La Chevrolet Bolt è un’auto rivoluzionaria (e piuttosto brutta)


In questo contesto stonano quasi lo schermo touchscreen da 10 pollici sul cruscotto e il bel display da 8 pollici che trova posto dietro il volante, al posto del tachigrafo.
Su quest’ultimo schermo, oltre alla velocità, la GM mette una distanza massima e una minima calcolata secondo lo stile di guida, una stima dei Km rimanenti sulla batteria, calcolati in tempo reale in base allo stile di guida.
Una delle caratteristiche più interessanti della Bolt è il sistema di frenata rigenerativo. Ogni volta che si tocca il freno la macchina usa la forza cinetica per ricaricare la batteria.


La cosa più incredibile, comunque, è che la GM sia riuscita a fare una macchina del genere in così poco tempo quando il modello equivalente di Tesla, la cui progettazione e cominciata molto prima, è ancora a circa un anno dal debutto.
Il motivo non è la superiorità ingegneristica della General Motors nei confronti della compagnia di Elon Musk ma la differenza nella grandezze dei due produttori.


Tesla, al momento, ha solamente due modelli sul mercato, tutti e due che superano abbondantemente i 100.000 €, e con due modelli se uno dei due non raggiunge le quote di vendita previste il produttore ne risente e la compagnia può passare dall’orlo del fallimento ad una situazione florida da un momento all’altro.
La General Motors, invece, ha circa 40 modelli sul mercato e quattro marchi diversi, i costi si dividono su tutto il gruppo e così il peso a livello di progettazione. Ad esempio il cambio della Bolt è un cambio Buick, il retrovisore/telecamera è della Cadillac.
Bisogna inoltre contare che a GM certo non mancano gli stabilimenti. Quello dove la Bolt è prodotto, a Detroit, è lì dal 1983 e da 5 anni produceva un altro modello Chevrolet, la Sonic.


La General Motors ha stabilito che perderà circa 8.500 € per veicolo alla vendita ma a lei poco interessa. Un gruppo come questo pensa alla Bolt come un costo di Ricerca e Sviluppo e come Marketing aziendale. I costi delle batterie, per giunta, sono in discesa costante e con il sistema dei crediti ecologici per ogni Bolt venduta la GM riuscirà a vendere senza spese aggiuntive le super macchine ultra inquinanti che molti americani ancora cercano e apprezzano.


Sempre più stati stanno mettendo restrizioni sull’utilizzo dei classici motori a derivati del petrolio e le grandi case automobilistiche si stanno adeguando in fretta; General Motors è stata la prima e questo le garantirà una grande fetta di mercato.


La Chevrolet Bolt è un’auto rivoluzionaria (e piuttosto brutta)


Anche Fiat Chrysler si sta adattando al nuovo mercato. Sergio Marchionne è sempre stato molto freddo riguardo al passaggio all’elettrico dato che secondo lui (e la maggior parte degli analisti) ci vorranno molti anni prima di rendere le macchine elettriche redditizie per le case automobilistiche.
Il mercato elettrico però non può più essere ignorato e un ritardo a livello di tecnologie potrebbe risultare fatale nel medio-lungo periodo.
Il primo veicolo completamente elettrico del gruppo sarà il Chrysler Pacifica, un minivan ma si parla anche di un modello sportivo che uscirà a marchio Maserati e che punta a diventare un rivale della Tesla Model S. Il futuro sembra delineato, quindi.

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