La CIA ottiene ciò che vuole

La CIA sembra sempre più potente e sempre più letale, qual è il suo limite?

Quanto è potente la CIA? Show televisivi come Homeland ce la mostrano come un moloch che si occupa principalmente di lotta al terrorismo, tra informatori e omicidi, quanto è lontano dalla realtà? Sembra non molto. Ne sa qualcosa Dennis Blair, il direttore dell’intelligence nazionale, un ufficio che risponde direttamente al presidente e che metterebbe in teoria Blair a capo di tutte le 16 organizzazioni che si occupano di intelligence negli Stati Uniti. Blair ha provato a intromettersi negli affari della CIA più di una volta e il risultato è che non ha avuto successo neppure una volta e che alla fine ha dovuto “ritirarsi”. Blair pensava fosse suo diritto nominare l’agente anziano in un paese estero, ruolo che tradizionalmente va all’agente anziano della CIA presente nel paese. Blair mandò un ordine scritto e Leon Panetta rispose con un memo che intimava agli agenti della CIA di ignorare l’ordine.


Blair tentò di vendicarsi sulla questione delle operazioni sotto copertura. Verso la fine del primo anno di Obama il presidente rivalutò tutte le operazioni sotto copertura ereditate dall’amministrazione Bush. Blair chiese che certe operazioni, come quella che mirava a destabilizzare il programma nucleare iraniano, fossero discusse a fondo tra tutte le componenti della catena di comando dell’intelligence in quanto foriere di problemi politico/diplomatici ma Panetta difese la prerogativa della CIA di rivolgersi solo al presidente con l’argomento che una catena di comando troppo lunga avrebbe pregiudicato i risultati delle operazioni. Obama non cambiò nulla nella scala gerarchica e rifinanziò tutte le operazioni in corso. Anzi, Panetta ottenne praticamente carta bianca su al Qaeda.


La CIA è passata dal suo scopo originario di spionaggio nei confronti di governi stranieri a una vera e propria agenzia che si occupa di ricercare e uccidere i nemici degli Stati Uniti all’estero. La CIA è contro-terrorismo. L’apparato e i direttori della CIA hanno saputo navigare nelle tempestose acque della politica americana guadagnando regolarmente potere dal ’47 anno della fondazione fino ad oggi. L’Agenzia ha schiacciato tutti i suoi opponenti come ha fatto con Blair.


Questo super potere della CIA contribuisce in modo sostanziale a come viene percepita la politica americana all’estero. Gli attacchi con i droni, la rete di prigioni segrete in cui vengono torturati i prigionieri, le morti sospette di nemici degli Stati Uniti sono tutte azioni ascrivibili alla CIA. Si può perfino ad arrivare a dire che la crescente specializzazione dell’Agenzia negli omicidi mirati abbia in qualche modo modellato la politica estera americana in certe regioni del mondo.


Per quanto riguarda la lotta all’ISIS la CIA si sta occupando di trovare e addestrare militari che siano in grado di combattere contro i militanti dell’ISIS e in un futuro che gli USA sperano non troppo lontano di detronizzare Bashar al-Assad. La CIA non si limita, comunque, all’addestramento ma fornisce ai combattenti armi attraverso canali non ufficiali. Le operazioni nell’area sono parallele a quelle del Pentagono, che gestisce la cosa con un’aurea di ufficialità ma, fondamentalmente, fa lo stesso lavoro.

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