La Grecia è ufficialmente in default

La Grecia non ha pagato il Fondo monetario internazionale e da oggi è in default

Per la prima volta nella storia un paese sviluppato ha mancato un pagamento al Fondo monetario internazionale e, sempre per la prima volta, un paese dell’eurozona è andato in default.
Un giorno storico per l’Europa, insomma.


Andare in default, tuttavia, non significa uscire automaticamente dall’eurozona. Il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis lo aveva spiegato tre anni fa sul suo blog: il Trattato di Lisbona non prevede neppure una procedura d’espulsione di un proprio membro. Una analisi di qualche anno fa della Banca centrale europea, anzi, sostiene che l’espulsione di uno stato membro dall’unione o anche solo dall’eurozona non abbia basi legali.


In pratica, però, la Grecia deve pagare il proprio debito e gli euro stanno finendo. In parole povere la Grecia rimarrà nell’eurozona tanto a lungo quanto riuscirà ad avere euro nelle proprie banche e dato che questi stanno finendo se non ci sarà una nuova infusione di euro la Grecia sarà costretta a uscire dall’eurozona.


I soldi nelle banche greche stanno finendo perché i greci, spaventati da un eventuale ritorno alla drachma vogliono ritirare tutti i loro risparmi frattanto che sono in una moneta forte. Nel caso venga introdotta una nuova moneta, difatti, quest’ultima sarà ampiamente svalutata e milioni di greci si troveranno ad avere i propri risparmi quantomeno dimezzati.


Un’altra opzione che la Grecia può considerare è creare una moneta parallela e usarla per pagare alcune cose come gli stipendi degli statali o le pensioni, in questo modo, nel corso del tempo, gli euro sparirebbero dalla circolazione dato che la gente li conserverebbe come farebbe con un metallo prezioso mentre la nuova moneta diventerebbe quella usata negli scambi di tutti i giorni.
La terza opzione è rimanere completamente nell’euro e riuscire a pagare il proprio debito con qualche giorno o mese di ritardo. Questo è quello che vorrebbe fare la maggior parte dei greci e lo stesso premier Tsipras. Per fare ciò, però, bisogna raggiungere un accordo con i creditori e questa opzione sembra lontana al momento.

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