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La guerra a Daesh sta aiutando al-Qaeda?

La guerra senza quartiere che gli stati occidentali stanno facendo a Daesh sta facendo riguadagnare posizioni ad al-Qaeda?

La guerra a Daesh sta diventando sempre più senza quartiere, la Libia sembra sul punto di diventare il prossimo luogo d’intervento per le forze occidentali, gli attacchi in Siria e Iraq sono sempre più duri e frequenti. Da questa situazione sembra esserci un solo beneficiario: al-Qaeda.


Al-Qaeda sembra aver sfruttato gli attacchi della coalizione a guida USA nei confronti di Daesh e sembra aver riguadagnato potere nell’aerea. Alcuni ufficiali del contro-terrorismo americano hanno notato come, man mano che Daesh si indebolisce sotto gli attacchi alleati al-Qaeda prospera e allarga il suo campo di influenza.


La coalizione occidentale ha scelto di non colpire Jabhat al Nusra, al-Qaeda in Siria la quale, con il suo nemico giurato sotto costante bombardamento ha iniziato ad espandersi. Di nuovo. Jabhat al Nusra dal canto sua si sta allineando a molti gruppi di ribelli e questa politica sembra pagare.


Negli ultimi giorni gli USA stanno osservando la situazione ad Aleppo per capire cosa succederà in futuro. Ad Aleppo le forze di al-Qaeda sono sotto attacco per cui sarà interessante guardare se le strette relazioni tra i gruppi ribelli e al-Qaeda resisteranno a una sconfitta sul campo.


I sostenitori di questa tattica, in cui Jabhat al Nusra è lasciata in pace, sostengono che al-Qaeda sia l’unica forza che può impedire alla Siria di diventare una battaglia tra due soli attori, Bashar al-Assad e Daesh. Gli USA sono preoccupati dal dover sostenere apertamente Assad.
Per altri il gioco non vale la candela e, quindi, supportare indirettamente al-Qaeda è troppo pericoloso.


D’altronde al-Qaeda ha combattuto fianco a fianco con ribelli supportati direttamente da Washington, con armi americane. Al-Qaeda sta diventando un gruppo ribelle indirettamente supportato dagli USA, quello più forte. Alcuni, come Petraeus, l’ex generale e attuale direttore della CIA ha anche provato a far circolare l’idea di lavorare direttamente con Jabhat al Nusra, nonostante l’organizzazione sia ufficialmente nella lista nera delle organizzazioni terroriste dal 2012.


Al-Qaeda sembra prosperare anche per il suo nuovo approccio. L’organizzazione si sta comportando in modo diverso rispetto a come fece in Iraq. Sono più tolleranti e meno rigidi rispetto a Daesh: estremismo islamico dall’aspetto amichevole.
Questo è il modo in cui al-Qaeda è riuscita a sopravvivere in Libia, Yemen o Afghanistan. In questo modo i cittadini di questi stati vedono al-Qaeda come l’alternativa meno violenta e più ragionevole all’Islam integralista propalato da Daesh.


Une tattica opposta a quella di Daesh che si è attirata l’odio di tutto l’occidente con i suoi gesti barbari pubblicizzati.
In Siria, in particolar modo, al-Qaeda è riuscita a sembrare, agli occhi della popolazione, come una seria e legittima forza ribelle ed è riuscita, in alcuni casi, a raggruppare il popolo per combattere Daesh, nonostante essa stessa voglia creare uno stato islamico.


Non sono solo gli occidentali a vedere in modo positivo al-Qaeda, anche l’Arabia Saudita ha smesso di attaccare la zona dello Yemen controllata da al-Qaeda. Insomma, per ora, per qualcuno, meglio avere le due forze combattersi l’un l’altra e se questo vuol dire dare una mano, indirettamente, a una delle due così sia. Solo i russi non sono di questa opinione.

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