La minaccia di Daesh riavvicinerà Russia e USA?

Daesh può riavvicinare la Russia all'Occidente dopo un periodo di crisi nera?

Vladimir Putin era il cattivo di turno. La NATO era su tutte le furie dopo l’invasione dell’Ucraina e l’attività anomala nel Baltico; alcuni analisti presagivano scenari oscuri come conseguenza della rinnovata tensione tra Russia e Occidente. Il G20 di Brisbane era stato il culmine di quella tensione e la stretta di mano tra Putin e Obama al vertice delle Nazioni unite a New York era indicativa.


Ora invece, al G20 di Adalia in Turchia, Putin e Obama sono stati visti parlare amichevolmente intorno ad un tavolino in un improvvisato summit nel summit. Tutti si sono dimenticati dell’Ucraina. Tutti vogliono combattere a fianco della Russia in Siria, il nuovo centro di interesse della politica internazionale. A nessuno sembra interessare che la Russia è all’offensiva in Ucraina.


Putin aveva cercato consensi per una coalizione anti-ISIS durante l’assemblea delle Nazioni unite richiamando alla memoria degli astanti la coalizione anti Hitler in cui molti paesi, con storie e ideologie diverse si unirono contro un male più grande. Putin in quel discorso fece riferimento anche alla conferenza di Yalta tra Roosevelt, Churchill e Stalin che formò l’ordine mondiale fino alla fine della guerra fredda che, vinta dagli USA, lasciò il mondo con un solo padrone e questo non ha avuto risvolti positivi per nessuno.


L’obiettivo di Putin è riportare il mondo a Yalta e esorcizzare la fine della Guerra fredda. Un modo per riacquisire potere internazionale è quello di unire intorno a sé una coalizione di forze internazionali, una coalizione che interromperebbe, di fatto, l’isolamento internazionale della Russia e segnerebbe la fine delle sanzioni economiche post-ucraina. Il passo successivo di Putin sarà quello di chiedere una nuova Yalta e dividere di nuovo il mondo in sfere di influenza. In quest’ottica non ci sarebbero problemi come quelli Ucraini, la NATO non si immischierebbe in quella che sarebbe un’area di influenza russa.


Una mano inaspettata a Putin e alle sue mire di grandeur è stata data da Daesh. Prima degli attentati di Parigi Hollande non faceva che ripetere come Putin non fosse un alleato della Francia in Siria, nei giorni successivi agli attentati invece le forze russe e francesi hanno agito all’unisono negli attacchi aerei contro Daesh.


Singolare che i russi abbiano confermato che l’abbattimento dell’aereo da turismo russo sul Sinai sia stato opera di Daesh appena dopo gli attentati di Parigi. Quasi a volersi avvicinare ai francesi.

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