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La Scozia sta cercando di rimanere in Europa

La Scozia vuole rimanere in Europa e sembra intenzionata a prendere misure drastiche per farlo

Migliaia di persone hanno manifestato davanti al parlamento di Edimburgo settimana scorsa, centinaia di bandiere scozzesi e europee coloravano il ritrovo. I manifestanti chiedevano a gran voce la permanenza della Scozia nell’UE e dichiaravano che se questo volesse dire lasciare il Regno Unito che così fosse. Nel mentre il primo ministro scozzese, Nicola Sturgeon, era a Bruxelles a cercare un modo per evitare una uscita dalla UE che la grandissima maggioranza degli scozzesi non vuole. In nessuna delle contee scozzesi c’è stata una maggioranza di voti a favore del Leave.


Jean Claude Juncker, il presidente della Commissione, ha dichiarato che la Sturgeon ha diritto ad essere ascoltata ma che la Commissione non ha intenzione di interferire con il processo interno del Regno Unito; Donald Tusk, il presidente del Consiglio europeo, ha invece rifiutato di incontrare la Sturgeon.
Il primo ministro scozzese ha ricevuto una accoglienza variegata a Bruxelles, il primo ministro irlandese Enda Kenny l’ha supportata pienamente mentre i rappresentanti francesi e spagnoli si sono detti contrari alla permanenza della Scozia.
Mariano Rajoy ha dichiarato che se il Regno Unito se ne va così farà anche la Scozia, una posizione che ha sorpreso pochi dato i problemi di Madrid con la Catalogna. La Spagna ha sempre guardato alla Scozia con paura, se la Scozia riuscisse a emanciparsi dal Regno Unito sicuramente la Catalogna si sentirebbe giustificata a chiedere l’indipendenza dalla Spagna, così i Paesi Baschi.


I tedeschi dal canto loro hanno dichiarato ufficialmente che se la Scozia si separasse dal Regno Unito e facesse domanda per entrare in Europa troverebbe la strada spianata.
Tuttavia ancora non è chiaro cosa gli scozzesi vogliano fare.
La primo ministro ha appuntato un consiglio per aiutarla nella questione ma non sono chiare quale siano le opzioni realistiche per gli scozzesi, il parlamento di Londra è sovrano e un voto di veto del parlamento di Edimburgo non avrebbe alcun valore.


Un’altra opzione in voga e l’opzione Groenlandia. La Groenlandia ha votato per uscire dall’UE ma è tutt’ora formalmente un territorio sotto la sovranità danese, uno stato membro. Alcuni politici scozzesi hanno provato a far circolare l’ipotesi che il Regno Unito possa stare nell’UE ma stipulare un accordo in modo che la legislazione europea venga applicata solo a Scozia e Irlanda del Nord.
Questa opzione sembra impossibile. Per Londra sarebbe molto difficile non soddisfare i propri cittadini per placare gli scozzesi che sono un ottavo della popolazione totale britannica.


Se la Scozia non fosse in grado di trovare un accordo per rimanere all’interno dell’UE è chiaro che le sirene indipendentiste saranno destinate a tornare. Il referendum per l’indipendenza si è appena tenuto (2014) ma ora il terreno è cambiato. Molti scozzesi hanno votato contro l’indipendenza per evitare di uscire d’ufficio dall’UE mentre ora l’indipendenza potrebbe essere l’unico modo di ritornarci in tempi ragionevoli.


I conservatori scozzesi hanno accusato i nazionalisti della Sturgeon di usare la questione Brexit per ripresentare il referendum ma i progressisti hanno votato una risoluzione per dare il potere al primo ministro di esplorare ogni mezzo per far rimanere la Scozia all’interno dell’UE, ivi compresa la secessione.
I conservatori sono in difficoltà sulla Brexit, pur non volendo una secessione anche loro sono a favore di una permanenza nella UE e sanno che probabilmente la secessione sarà l’unica soluzione attuabile.


I progressisti, sempre stati poco caldi sul fronte secessione, ora sembrano poterla accettare e anzi sembra possano fare campagna a favore di una secessione se questa fosse l’unica opportunità di stare nell’UE.


Tuttavia una vittoria in un referendum di indipendenza non è certo. I referendum in questo momento darebbero una vittoria al fronte indipendentista netta ma le opinioni possono cambiare. Se il Regno Unito riuscisse a negoziare una buona uscita dall’UE e a mettersi in una situazione simile a quella norvegese il sentore popolare potrebbe cambiare.
La stessa Sturgeon sa che una nuova sconfitta in un secondo referendum vorrebbe dire mettere la parola fine alla sua carriera politica per cui vorrà andare al voto solo nel caso abbia una ragionevole sicurezza riguardo i risultati.

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