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La Turchia, finalmente, è in guerra contro l’ISIS

La Turchia di Erdogan ha attaccato alcune basi dell’ISIS e ha concesso le proprie basi aeree agli aerei della coalizione che combatte lo Stato Islamico

La Turchia si è finalmente decisa a entrare in guerra con l’ISIS dopo le insistenti richieste degli Stati Uniti. Ankara ha bombardato delle postazioni ISIS in Siria dopo aver concesso le proprie basi alle forze della coalizione che sta combattendo quello che gli arabi chiamano Daesh.


Secondo l’accordo tra i turchi e gli americani sarà permesso ai caccia e ai droni statunitensi di usare la base di Incirlik, nella Turchia del sud, un notevole avanzamento strategico per la coalizione a guida americana.


L’accordo era in negoziazione da mesi è sembrava in stallo da tempo ma è stato chiuso da una telefonata tra Erdogan e Obama.
L’accelerata c’è stata dopo i primi scontri tra le guardie di confine turche e alcuni militanti ISIS. Un soldato turco è morto e due sono stati feriti. Gli Stati Uniti si sono affrettati a dichiarare che prendono in modo molto serio le minacce alla frontiera turca e che risponderanno con le dovute proporzioni.


La Turchia si era sempre rifiutata di farsi coinvolgere in questa guerra, nonostante le sue frontiere fossero a rischio. Erdogan è sempre stato riluttante a combattere contro lo Stato Islamico per due motivi: primo l’ISIS è il primo nemico di Assad, il principale nemico secondo la Turchia e combattere l’ISIS significherebbe aiutare Assad a riconquistare il potere; secondo motivo è che una sconfitta dell’ISIS lascerebbe campo libero ai curdi di creare uno stato nel nord della Siria e forse dell’Iraq e a quel punto anche il territorio turco a maggioranza curda sarebbe a rischio.


La Turchia nei colloqui chiedeva la creazione di una area cuscinetto lungo il confine turco così da fare in modo che il conflitto non finisse per coinvolgere aree a sovranità turca e che si sostenessero di più i gruppi anti-Assad. Gli USA hanno risposto picche su entrambi i fronti, l’area cuscinetto sarebbe stata a spese americane e gli americani hanno più volte ribadito che l’obiettivo primario della coalizione è combattere l’ISIS, non Assad.

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