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La Turchia, il paese dei complotti

I recenti attentati ad Ankara hanno portato alla luce la possibile esistenza di una rete di cospiratori in Turchia, una costante nella storia turca

Due attentatori suicidi si sono fatti saltare in aria fuori dalla stazione ferroviaria di Ankara, quasi 100 persone che stavano manifestando in favore della pace nel sud della Turchia contro il governo sono morte. Il governo turco ha subito dato la colpa all’ISIS ma Daesh non è l’unico possibile colpevole.


La Turchia ha nemici sia all’estero che in casa e la lista dei sospetti è molto lunga. La manifestazione era in supporto della pace con i PKK, il partito degli indipendentisti curdi. A loro volta sia la Turchia che il PKK sono in lotta con ISIS. I curdi dal canto loro danno la colpa al governo di Ankara e in questo clima si avvicinano le elezioni del 1 novembre.


Come sottolinea Kerem Oktem in una intervista al New York Times, ogni volta che c’è una forte instabilità nella politica turca è risultato esserci al lavoro una rete clandestina collegata in qualche modo al governo, il cosiddetto derin devlet, il deep state, lo stato all’interno dello stato.


Il deep state è una organizzazione segreta illegale composta, a quanto si dice, da persone molto potenti. L’occasione in cui il deep state è salito all’onore delle cronache è stato a causa di un incidente d’auto in cui sono stati coinvolti un politico, il capo della polizia e un trafficante di droga ultranazionalista e la sua ragazza ex reginetta di bellezza. Più recente è stato lo scandalo Ergeneko, in cui Erdogan ha arrestato decine di militari, politici e intellettuali che facevano parte di un gruppo ultranazionalista Ergenekon, appunto.


Le origini del deep state sono da ricercarsi nelle organizzazioni segrete militari che si sono venute a creare alla fine dell’impero ottomano e ala creazione di organizzazioni stay behind, come Gladio in Italia, organizzate dalla NATO per contrastare una eventuale invasione sovietica.
All’inizio del 1900 una organizzazione segreta connessa se pur non sempre governata dai militari raccoglieva informazioni, fomentava ribellioni e assassinava persone in quello che era l’Impero ottomano. Il gruppo è connesso anche al genocidio armeno.


Mustapha Kemal Ataturk, il padre dei turchi, smantellò questa organizzazione ma non passò molto che, come l’araba fenice, risorgesse dalle proprie ceneri. Questa volta dedicata proprio ad Ataturk.
Il deep state che si crede esista ora in Turchia si dice abbia come obiettivo il mantenimento della Turchi come immaginata da Ataturk. Ultra nazionalista, anti islamica, anti liberale, anti curda e anti democratica.


Nessuno è sicuro che struttura abbia questo deep state, alcuni pensano che sia una “setta” ristretta, altri pensano che sia una rete di individui potenti collegati solamente da un obiettivo comune, il kemalismo. Quello che è certo è che il caso Ergenekon è andato a scomodare moltissimi potenti turchi e forse è stato meglio che le indagini si siano fermate prima di arrivare più in alto di dove sono arrivate.

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