Le banane rischiano di scomparire

Le coltivazioni di banane sono a rischio e il diffusissimo frutto potrebbe scomparire dalle nostre tavole

Sessant’anni fa un fungo ha distrutto gran parte delle piantagioni di banane del mondo e ha compromesso, temporaneamente, il commercio del frutto nel mondo ora sembra che la situazione sia addirittura peggiore.


Un fungo è comparso quest’anno in una delle più grandi piantagioni australiane dopo essere passato da Africa e Asia. Il fungo in realtà è in giro dagli anni ’90 ma ora sembra ci sia stata una recrudescenza tale che anche uno dei più grandi produttori mondiali, la Del Monte, ha definito il fungo “un incubo”. Le Nazioni Unite hanno dichiarato che la malattia mette a rischio le scorte e l’economia dei paesi produttori.


Durante l’epidemia del primo fungo negli anni ’50 l’industria è sopravvissuta passando dalla varietà Gros Michel alle banane di varietà Cavendish, quelle che mangiamo tuttora ma questa volta non ci sono sostitute pronte. Le banane sono tra i frutti più mangiati al mondo insieme a mele e arance e il mercato mondiale vale da solo più di 7 miliardi di dollari.


Uno dei più grandi studiosi di malattie delle banane, Gert Kema della universita di Wageningen in Olanda ha dichiarato che non ci sono possibili sostituti, in tempi brevi, della varietà Cavendish. Il problema principale è l’evoluzione del mercato che da più di un secolo fa affidamento su di una singola varietà per volta.


Al mondo esistono più di mille varietà di banane, la maggior parte sono consumate nei luoghi di produzione mentre altre non sono commestibili. Per esportarle i coltivatori devono uniformarsi al mercato e produrre sola la varietà Cavendish, così come fino al ’60 producevano solo Gros Michel prima di quello che fu chiamato la malattia di Panama.


La monocoltura di una singola varietà permettere di tenere dei margini molto bassi in modo che un frutto tropicale come la banana possa competere con i frutti locali dei principali mercati occidentali, come le mele ad esempio.
La monocoltura è una tendenza molto forte nell’attuale mercato ortofrutticolo: il 60% del totale del fabbisogno energetico mondiale è sostenuto da solo 4 raccolti, riso, grano, mais e patate.


Cambiare varietà, anche ce ne fossero di pronte, è molto costoso. Quando i produttori dovettero passare dalle Gros Michel alle Cavendish il mercato subì un contraccolpo. Le nuove banane erano più piccole, meno dure e meno buone. La nuova varietà, oltre che ottenere meno successo tra i consumatori costrinsero gli esportatori a confezionarle in scatole al posto che in container come prima. Ci vollero anni per convertire la catena di produzione.


Nonostante questo la richiesta di banane è aumentata, i più grandi produttori del frutto sono India, Cina e Uganda ma i più grandi esportatori sono Ecuador, Costa Rica e Colombia. Tutti paesi che avranno enormi problemi economici se il fungo, chiamato malattia di Panama razza tropicale 4, si espanderà.


I grandi paesi esportatori hanno aumentato i controlli i livelli regionali per contenere la diffusione della malattia. Sia la Dole che la Del Monte hanno dichiarato che nessuna delle loro piantagioni in America Latina e Africa Occidentale sono contaminate ma secondo i ricercatori è solo questioni di tempo. L’unica soluzione pare essere variare le coltivazioni per cui sembra ci dovremo abituare a mangiare delle nuove banane.

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