migrantilibia

L’Europa cerca l’approvazione ONU per la missione contro i trafficanti di migranti

Alcune nazioni europee cercano l’approvazione dell’ONU per un piano anti immigrazione particolarmente aggressivo

L’Europa sta tentando in tutti i modi di fermare la crisi dell’immigrazione che sta sconvolgendo l’Unione europea e una delle ipotesi che è sul tavolo è quella di fermare i trafficanti di esseri umani direttamente sulle coste libiche e nel caso distruggere le navi usate per questo traffico anche quando sono ancorate in porto. Per portare avanti questo piano però serve l’autorizzazione del consiglio di sicurezza dell’ONU, in quanto sarebbe una violazione delle acque territoriali libiche.


La pressione sul consiglio di sicurezza è guidata dalla Gran Bretagna ed è finalizza a tamponare l’esodo tra le coste di Libia e Italia, uno dei punti di maggiore afflusso dei migranti in Europa. La Gran Bretagna spera di vedere la risoluzione approvata prima dell’arrivo dei leader mondiali a New York per l’assemblea generale delle Nazioni Unite di quest’anno.


La situazione dei migranti è ritornata in prima pagina dopo la foto della morte del bambino curdo, Aylan, e dopo le parole del Papa domenica. Bergoglio ha esortata ogni parrocchia, ogni comunità religiosa, ogni monastero e tutti i santuari d’Europa a prendere una famiglia così come faranno le due parrocchie all’interno del Vaticano.


Tutto ciò però sembra non bastare a molti stati, come Stati Uniti, Brasile e alcuni stati arabi che dopo aver armato i combattenti anti-Assad hanno rifiutato di accogliere i migranti che hanno iniziato a spostarsi in conseguenza alla guerra. Questi stati chiedono che l’Europa faccia di più.


In primavera la Gran Bretagna aveva fatto circolare una bozza di risoluzione in cui i soldati europei sarebbero stati autorizzati a inseguire i trafficanti nelle acque territoriali e sul suolo libico. Le tre autorità libiche, come era prevedibile, non hanno appoggiato la bozza. Quasi tutte le nazioni e le Nazioni Unite pensano che le navi europee abbiano già diritto di abbordare le navi dei contrabbandieri in acque internazionali ma alcuni stati come la Germania vogliono avere un imprimatur dall’ONU nel caso sia necessario l’uso della forza.


L’ambasciatore all’ONU di uno dei tre governi libici, quello con cui l’occidente ha deciso di parlare, ha detto che la Libia non si opporrà a un intervento da parte dell’Europa in acque internazionali ma che l’intervento in acque territoriali o sul suolo libico dovrà essere discusso con il governo libico quando si ripristinerà l’unità nazionale anche se non crede che ce ne sarà la necessità.


L’inviato di Ban Ki Moon incaricato di facilitare il processo di unità nazionale, Bernardino Leon, ha recentemente dichiarato durante una riunione con il Consiglio di Sicurezza dell’ONU che la parte occidentale del paese sta partecipando al dialogo e che le tensioni militari si sono notevolmente ridotte, anche a Tripoli, ma nel resto del paese le condizioni di sicurezza si stanno deteriorando ulteriormente.


Il Consiglio Europeo si è accordato su di un piano a tre fasi. La prima fase prevede la raccolta e la condivisione di intelligence sul flusso di migranti e sulle navi usate per effettuare il traffico. La seconda fase, chiamata EUNAVFOR MED darà l’autorità alle navi europee di abbordare, perquisire e requisire le navi sospette in alto mare. La terza fase, infine, necessiterà una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU che darà il potere formale alle navi dell’operazione di entrare in territorio libico per inseguire e bloccare i contrabbandieri. Questa fase è la più controversa e avversata oltre che dal governo libico anche da stati facenti parte del consiglio di sicurezza come la Russia.

TODAY

28 Apr

Friday

Le Rubriche

Photo Gallery